Il comunicato e il testo di una interrogazione su quanto in oggetto. Un cordiale saluto. Sena Civitas

 Siena. “A proposito del “caso” dei negozi che commercializzano prodotti a base di cannabis cosiddetta “light”, Sena Civitas aveva da qualche tempo voluto sollevare il tema. E’ stata depositata infatti da diversi giorni una nostra Interrogazione al Sindaco che verrà calendarizzata in una prossima seduta del Consiglio Comunale e che verte in estrema sintesi proprio sulla preoccupazione per la salute dei cittadini legata ai prodotti citati, in presenza di un contesto legislativo oggettivamente carente e ambiguo e nonostante il parere negativo alla commercializzazione a suo tempo rilasciato dal Consiglio Superiore della Sanità. Nell’interrogazione sollecitiamo il Comune ad illustrare le misure che intende intraprendere non solo per il tema dei negozi di cannabis “light”, ma anche  e soprattutto per rispondere alla recrudescenza degli episodi, ancora più inquietanti, legati allo spaccio e consumo di droghe pesanti, come del resto sottolineato anche dal Prefetto Gradone il 29 marzo scorso.

Siamo certi che il Comune saprà adoperarsi per la sicurezza e per la salute dei propri cittadini, in linea con le preoccupazioni espresse dal Governo.

Di seguito si riporta il testo dell’interrogazione di Sena Civitas.

SENA CIVITAS

Il sottoscritto Consigliere Pietro Staderini del Gruppo Sena Civitas, presenta la seguente interrogazione circa recenti episodi di cronaca legati allo spaccio di droghe pesanti nella nostra città nonché circa la sicurezza della salute pubblica connessa alla libera commercializzazione di fatto di prodotti alimentari contenenti cannabis

PREMESSO CHE:

  • Nelle ultime settimane si sono registrati nella nostra città diversi episodi che sembrano denotare una preoccupante diffusione di spaccio e utilizzo di droghe nelle scuole e fra giovani. Si cita a questo proposito la dichiarazione del Prefetto di Siena, dott. Antonio Gradone, rilasciata il 29 marzo scorso che sostiene quanto segue:

“Nell’ultimo triennio 2016-2018 siamo passati da 87 segnalazioni a 136 – ha detto Gradone – Cambia la qualità dei stupefacenti, oltre a marijuana e hashish è aumentato l’utilizzo dell’eroina, da 23 casi nel 2016 siamo giunti ai 33 del 2018, un aumento sensibile. Si denota maggiore diffusione e uso. La fascia di età di utilizzo è un problema: ormai l’uso è diffuso tra i ragazzi tra i 12 e 13 anni. Va creata maggiore consapevolezza, a Siena è ancora limitata”.

  • Occorre peraltro essere consapevoli che lo spaccio di droghe è normalmente legato ad episodi di criminalità e ad un generale senso di insicurezza per il cittadino, specialmente nelle ore notturne e nei luoghi a bassa frequentazione o poco presidiati dalle Forze dell’Ordine, con una progressiva perdita di controllo del territorio e rischio di creazione di “terre di nessuno”, fenomeno ben noto a chi frequenta città come Milano (es. il famigerato “Boschetto di Rogoredo”).
  • Il timore per la salute e per la sicurezza pubblica, per alcune persone, è in qualche modo accentuato dalla diffusione, anche nella nostra città, di negozi che commercializzano in maniera esplicita prodotti a base di cannabis. E’ di tutta evidenza che da un punto di vista di sostanze in gioco, si sta parlando di due fenomeni profondamente diversi. Tuttavia anche in questo caso è bene far presente che proprio in questi ultimi giorni diversi autorevoli organi di informazione (cfr Corriere della Sera del 15/4/2019) hanno espresso dubbi documentati circa la presunta innocuità di tali prodotti. Anche qui citiamo testualmente:

“Sui prodotti che si vendono in Italia sappiamo davvero poco. Una cosa però è certa: la cannabis commestibile a parità di concentrazione dei principi attivi — THC e CBD — fa male almeno quanto quella che si fuma e forse anche di più. E perché mai? Perché se uno fuma cannabis o ne aspira i vapori comincia ad avvertirne gli effetti in un paio di minuti, e sopra una certa soglia — che varia molto da un individuo all’altro — c’è un campanello d’allarme (disturbi gastrointestinali, nausea e vomito) che induce ad interrompere il consumo. La cannabis presa per bocca si assorbe invece lentamente ed entrano in gioco diversi fattori, tipo cosa si è mangiato prima o con quale prodotto la si sta assimilando (con il cioccolato, ad esempio, se ne assorbe di più che con la gomma da masticare). Tuttavia chi grazie alla cannabis vorrebbe sentirsi rilassato, spensierato e un po’ più «social», con biscotti e cioccolato sulle prime non prova niente, e così pensa di non averne presa abbastanza e ne cerca dell’altra. Nel frattempo la sostanza si accumula e quando si avvertono i primi disturbi potrebbe essere già in corso un’intossicazione.”

  • Non è quindi un caso che anche il Consiglio Superiore di Sanità, in un parere espresso il 10 aprile 2018, abbia dichiarato fra l’altro:

– la vendita e il successivo consumo di tali preparati avvengono con modalità che non permettono di escludere un’assunzione in quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente, dei principi attivi e in particolare di THC;

– la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera non può essere esclusa per i motivi di seguito riportati (ne elenchiamo solo alcuni):

  • per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico fisiche, THC e altri principi attivi, inalati o assunti con le infiorescenze di Cannabis, possono penetrare e accumularsi nel cervello;
  • tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di controllo della quantità assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa può produrre a breve e a lungo termine;
  • non è stato valutato il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali: età, patologie, gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, ecc., così da evitare che l’assunzione percepita come sicura si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, neonato, guida in stato di alterazione).

     

  • il Consiglio Superiore di Sanità raccomanda quindi che, nell’interesse della salute individuale e pubblica, e in applicazione del principio di precauzione, siano attivate misure atte a non consentire la libera vendita di tali prodotti.
  • Peraltro, detta situazione si innesta su un quadro normativo a dir poco ambiguo, in quanto la legge 242/2016 ha fissato alcune destinazioni d’uso per la cannabis (alimenti e cosmetici, semilavorati per applicazioni industriali, prodotti per la bio-edilizia, e così via) ma nulla dice circa il suo utilizzo come deodorante per ambienti o come articolo da collezione, con la conseguenza che in assenza di un divieto, i negozi della specie sono aumentati nel 2018 del 75% rispetto al 2017, con un giro d’affari in costante aumento. Va infine sottolineato che una apparente “legalizzazione de facto” di questo tipo delle cannabis ad uso ricreativo, oltre ad essere espressamente proibita, rappresenta da un punto di vista culturale un messaggio distorsivo rispetto a un OK alla cannabis che invece, come sopra detto, non è “OK”.

 

CONSIDERATO

  • Il ruolo del Sindaco quale responsabile della tutela dell’incolumità fisica della popolazione e particolarmente della parte più debole ed esposta, in questo caso i giovani, e della sicurezza urbana, da perseguire anche tramite atti diretti a prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali tra gli altri lo spaccio di stupefacenti o che riguardino fenomeni anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti.
  • Il suo ruolo comunque di interlocutore autorevole nei confronti della Autorità locali deputate alla pubblica sicurezza e alla tutela della salute, nonché nei confronti della Regione e del Governo Nazionale

SI CHIEDE AL SINDACO

  • Di voler informare il Consiglio Comunale, per quanto di propria competenza, circa l’effettiva situazione dell’ordine pubblico legata allo spaccio e al consumo di droghe pesanti, in particolare negli ambienti scolastici e nei luoghi di aggregazioni giovanili

     

  • Di voler informare altresì il Consiglio quali iniziative di prevenzione alla tossicodipendenza e alle dipendenze in genere siano in corso e in programma da parte dell’Amministrazione Comunale e se è a conoscenza dei programmi degli altri soggetti competenti operanti sul Territorio in merito ai quali si auspica anche un coordinamento

     

  • Di voler informare il Consiglio, in relazione alla pericolosità per i consumatori, di cui sopra, evidenziando come sia stato osservato il parere del Consiglio Superiore di Sanità del 10 aprile 2018

     

  • Di voler comunque informare il Consiglio circa i controlli che sono o saranno effettuati circa il rispetto delle norme riportate nella legge 242/2016 relativamente all’attività degli esercizi commerciali che hanno posto in vendita di prodotti a cannabis sativa.

Pietro Staderini

Siena, 30 aprile 2019