Siena. ” Il bilancio preventivo della nuova Amministrazione è stato approvato senza un’assemblea pubblica, senza un confronto preventivo con i cittadini.  Il Gruppo Consiliare del PD osserva che più di un programma di governo si tratta di un preventivo di gestione, dove si rincorrono i concetti di sicurezza ed efficienza. Manca però una visione di governo della Città.
Diversamente da quanto promesso in campagna elettorale, si continua a fare cassa con le multe.  Rimane comunque invariata la pressione fiscale sui cittadini nonché le tariffe sui servizi.
Relativamente agli investimenti ed alle manutenzioni, sostanzialmente si conferma quanto già previsto e finanziato dalla precedente amministrazione (salvo lo slittamento dei progetti del Bando Periferie, che il Governo ha purtroppo differito di due anni) ma non si riscontra una progettualità forte, legata allo sviluppo. Ad esempio si rinvia la nuova scuola e la palestra di San Miniato.
Nel Documento Unico di Programmazione si prevede al Comune un incremento delle posizioni organizzative e nuove assunzioni, dopo gli ultimi allentamenti dei vincoli rispetto agli anni passati. E’ prevedibile che la riorganizzazione interna possa comportare un rallentamento complessivo delle attività comunali, almeno all’inizio.
Sicuramente, si tratta di un primo bilancio preventivo, di passaggio, ma non si capisce ancora per dove. I nuovi indirizzi raccontano ancora confusamente il rapporto pubblico privato, proclamando qualità e vivibilità per la progettazione  della Città insieme, però, alla sostenibilità economica delle iniziative private, con la contraddittoria incentivazione  della mobilità pubblica e privata, con il sostegno alla plurivocazione economica  della Città senza concentrarsi su quale visione si vuole affermare di Siena  nei rapporti con il territorio (anche in considerazione della stagnazione demografica, vicino al declassamento sotto i 50.000 abitanti) e nel contesto internazionale. Una modalità di procedere confusa, che non ci fa fare passi  in avanti, ma semmai registra un ripiegamento della Città su se stessa  e sulle  sue quotidianità, mentre là fuori, nel mondo, la crisi più lunga della storia segna cambiamenti netti, limiti ma anche opportunità, che richiederebbero maggiore decisione.