Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti attacca «Elabora leggi per assicurare diritti agli immigrati e intanto i nostri cittadini restano indietro su salute, casa, lavoro, trasporti e strade…»

Firenze. «Il ricorso annunciato da Rossi contro il decreto sicurezza? Voglia di visibilità e smania di ricollocarsi politicamente a tutti i costi sfruttando gli stranieri come una bandiera e facendolo sulla pelle dei toscani che le sue politiche lasciano invece indietro proprio su tutti quei diritti che il governatore vuol garantire a chi toscano non è. Ma noi su questo e sulla sua proposta di legge garantisci-clandestini e affossa-toscani siamo pronti a gesti estremi, compresa l’occupazione dell’aula di Consiglio regionale»: l’attacco è del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, e prende le mosse dal ricorso alla Consulta annunciato dal presidente della Toscana Enrico Rossi contro il decreto sicurezza del governo.
«Le leggi sono tali per essere rispettate, non per fare ognuno come gli pare. Si può non condividerle, certo, ma non si può violarle», considera Marchetti. «Certo, Rossi non ha rispettato nemmeno la legge con cui il ministro Minniti del Pd, l’ex partito del governatore e oggi azionista di riferimento della sua maggioranza, aveva disposto che ogni regione si dotasse di un centro di permanenza per il rimpatrio. La Toscana si è rifiutata di attivarlo. Mi rendo dunque conto che parlare con Rossi di rispetto delle leggi è un percorso complicato».
«Intanto lui però – incalza il capogruppo di Forza Italia – come pacco di Natale ai toscani ha predisposto e fatto approvare dalla giunta la proposta di legge Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona con cui di fatto, nel nome del principio di cittadinanza sociale, garantisce agli immigrati cure, salute, istruzione, dimora, adeguata alimentazione. Proprio quei bisogni su cui quotidianamente i toscani restano indietro scivolando sul piano inclinato di politiche che non tengono conto di chi davvero è titolare di diritti, ovvero i cittadini toscani propriamente detti che restano gli unici privi di garanzie. Noi su questo non ci stiamo e io stesso intendo farmi promotore di un’opposizione anche eclatante, se necessario».