Siena. ‘La pianificazione urbanistica può, e nel nostro caso è fondamentale, portare un contributo fondamentale per avviare la ripresa ed invertire l’attuale congiuntura negativa; lo può fare creando le condizioni favorevoli ed i presupposti per una rinnovata fiducia interna e per attirare i fondi necessari e fondamentali dall’esterno.

Finalmente una pianificazione urbanistica con un nuovo atteggiamento, una visione diversa della Città e del Territorio, che tiene in considerazione che il terziario non è più il settore trainante e quindi dobbiamo ripensare alcuni contenitori, ottima quindi la flessibilità nel cambio di destinazioni d’uso, e che tiene conto dei nuovi bisogni e nuove realtà che ci impongono in ripensamento degli impianti morfologici e poter applicare nuove idee e invenzioni trasformatrici.

Il nuovo piano Operativo deve ricostituire una visione comune politico-culturale prima di quella tecnico-amministrativa e deve essere fatto per giudare ed agevolare i processi economici e non essere figlio timoroso delle procedure, dobbiamo andare incontro a chi vuole investire nella nostra città con procedure chiare e snelle.

Siamo ancora una città mono-funzionale di impiegati o pensionati del terzo settore, dobbiamo aprirci a richieste turistiche alberghiere ed altri settori produttivi per nuove prospettive di sviluppo.

Dobbiamo aver coraggio di proiettarci su un futuro prossimo di rinnovamento urbano e di sviluppo della città, considerando che in Italia nei nostri centri storici vive il 2,5% della popolazione e che il 23% degli abitanti ha più di 64 anni e soltanto il 12% meno di 15 anni, e che quindi dobbiamo assolutamente invertire la rotta rendendo il centro storico più vivibile ed accessibile ai giovani fornendo loro più servizi come per esempio uno su tutti il potenziamento di asili nido per le giovani coppie.