Candidato in consiglio per Potere al Popolo in appoggio ad Alessandro Vigni candidato a Sindaco

Siena. Abbiamo fatto qualche domanda a Michele Vittori, da anni impegnato nel sociale, candidato consigliere alle prossime comunali il 10 Giugno.

1) Tua candidatura. Un commento

A quasi 48 anni, digiuno di appartenenze partitiche e mai addentro la logica elettorale, non potevo che mettere mani e faccia, nella mia città, se non attraverso una formazione nuova e pulita come Potere al Popolo. Mi rappresenta, sento di poter rappresentare un’assemblea e una comunità di cittadini, a prescindere dalla loro origine, che vengono dal popolo e vivono le fatiche e le speranze del nostro tempo. Ma Potere al Popolo non nasce e non muore con le elezioni. Per questo mi è facile e consono tentare questa esperienza. Perché per un mondo migliore e per una città più accogliente, onesta, attenta ai deboli e ai giovani si combatte tutti i giorni, nel lavoro, nella socializzazione, nella difesa dell’ambiente, nel fare argine alle insicurezze e alle paure e ai razzismi ed egoismi derivanti.

2) Quali i punti essenziali della tua candidatura
Sono un antifascista, e sento il bisogno di rappresentare un’istanza sotto attacco e svalorizzata. Sono un operatore sociale, è il mio mestiere, e sento il bisogno di rappresentare le fasce più deboli e colpite dalla crisi e dalla perdita di solidarietà e mutualismo. Sono un senese, e insieme a senesi senza il 726 nel codice fiscale ma più senesi e innamorati di Siena di altri, sento il bisogno di restituire alla mia città un’identità sociale e culturale travolta da malaffare, clientelismo, scandali finanziari, privatizzazioni dei beni comuni e dei servizi.
3) Potere al Popolo a Siena. Prospettive e speranze
Potere al Popolo è la sua Assemblea. É una realtà giovane, aperta, dinamica. Nasce sul territorio, aggrega lavoratori, disoccupati, precari, migranti. Nasce per riaffermare la partecipazione e l’attivazione nella difesa dei diritti e nella costruzione di reti di sostegno e tutela. Potere al Popolo si misura con il passaggio elettorale perché vive il territorio e vuole crescere a giovamento di strati sociali abbandonati, disorientati, schiacciati da disoccupazione e paure del presente. Potere al Popolo non crede a inciuci e compromessi, non vive di promesse o scambi.
4) Come giudichi l’operato dell’Amministrazione Valentini?
L’Amministrazione Valentini è stata specchio di una deriva generalizzata e fallimentare del centro sinistra. Ha proseguito, in linea con le precedenti amministrazioni, nella gestione “privatistica” della cosa pubblica, aumentando il distacco tra governo della città e cittadinanza. Ha difettato in modestia e comunicazione. Ha assecondato vuoti e silenzi su il crack MPS, le difficoltà in ambito sanitario, le carenze sul Santa Maria della Scala. Non ha posto freno al dilagare di esercizi commerciali in serie e al caro affitti nel centro storico. I poteri forti di questa città sono ancora indisturbati al comando, e occorre più coraggio e libertà per combatterli.
5) Quali le tue proposte/speranze in ambito occupazionale
Siena dovrà ancora subire i morsi peggiori della crisi. Una crisi anche locale, come ben sappiamo. Mps, Università, Ospedale, Bassilichi, Gsk. Ognuno di questi scenari apre interrogativi inquietanti. Sarà bene avere una visione chiara di ciò che sta accadendo. Siena può contrastare questo trend facendo appello alle sue forze migliori. L’università, l’accoglienza, la promozione della cultura, della ricerca scientifica libera, il potenziamento dei propri tesori storici e artistici. Il turismo. Non si può non andare in queste direzioni. Di pari passo col ripopolamento del centro storico, con la realizzazione di luoghi di aggregazione e condivisione, con il sostegno attivo agli anziani e ai disabili in maniera diversa dal presente. Meno costi per la collettività, meno utili per le agenzie private della cura.
6) Sicurezza a Siena. Emergenza o no? Quali le tue/vostre proposte?
La vera emergenza sicurezza a Siena è insicurezza sociale. É incertezza dell’oggi e paura del domani. É abbandono di alcune periferie e carenza di strutture e spazi per giovani. Non è sano negare le paure e le insicurezze della popolazione, non è corretto soffiare sulle paure e spingere verso chiusura, egoismo, razzismo. La società locale sta mutando, bambini e giovani provenienti da altri paesi si stanno integrando nella nostra comunità malgrado brutti rigurgiti di esclusione e discriminazione. Non sono questi i soggetti e gli scenari portatori di insicurezza e degrado. La disoccupazione, il caro casa, la salute e i suoi costi, i contratti di lavoro atipici e di pieno sfruttamento: questa è l’insicurezza. Questa è la vera emergenza. C’è una percezione di insicurezza? Affrontiamola, guardiamola in faccia e combattiamola davvero.
7) Nell’ultimo anno soprattutto, sei stato tra i protagonisti dell’antifascismo senese creando o co-creando anche gruppi Facebook. Persiste anche a Siena un “pericolo nero”?
Abbiamo creato una comunità virtuale che ha riunito e restituito anima all’antifascismo e all’antirazzismo, troppo spesso dimenticati o ridotti a vuota liturgia dalle istituzioni. Ma questa comunità virtuale esiste in carne ed ossa sul territorio, e si attiva e “lavora” con le sue diverse anime laddove sia importante riaffermare certi valori e la necessità di riempire vuoti lasciati dalla sinistra istituzionale. Collettivi studenteschi, Anpi, Nonunadimeno, Movimento Pansessuale, singoli e partiti non compromessi con amnesie storiche sono argine ai rigurgiti fascisti presenti anche nella nostra città. Il fascismo non è un’opinione, è un reato. Con certi partiti e movimenti che in un paese normale non esisterebbero “per legge” – citando un politico di altri tempi – noi abbiamo smesso di parlare il 25 Aprile del 1945. Lavoriamo affinché non si caschi nei tranelli e nella propaganda di queste formazioni, tenute in vita dalla crisi, dalle paure e dal razzismo verso il basso è mai dal conflitto verso l’alto. Ma a Siena è temibile, e lo dimostrano gli ultimi venti anni, un altro estremismo: la corsa al centro, al moderatismo clientelare e affarista, l’egemonia culturale del compromesso e della spartizione di potere. Questo è un pericolo temibile. Ha condizionato e deformato la nostra città. Una grande balena rosa, dove avvocati, agenti immobiliari, ex sindaci sfacciatamente smemorati, magistrati distratti e dirigenti di partito fanno finta di litigare in attesa della giusta corrente.
David Busato