Siena. “Anche la tradizione ospedaliera di uno dei più antichi e grandi xenodochi europei vacilla miseramente sotto i colpi di mannaia della riforma sanitaria toscana a firma PD.
L’assessore Saccardi, infatti, con la sua riforma che ha “messo in rete” la sanità toscana, ha proceduto, in seconda istanza, ad una più che drastica riduzione dei posti letto che, alle Scotte, passano da 1400 a 600.
I passi in avanti della medicina – così l’assessore motiva la riduzione dei posti letto ed altre innovazioni – sono innegabili, come pure l’innalzamento dell’età media, della qualità della vita percepita e della conseguente e sempre più sentita necessità di cure.
Giustificare, perciò, un Pronto Soccorso intasato con l’emergenza dell’influenza suona ridicolo, visto che è l’unica “emergenza” al mondo di cui si sa con certezza luogo, periodo e in larga parte anche rilevanza.
Viene il sospetto che sia la foglia di fico dietro la quale giustificare l’incapacità dei Pronto Soccorso di gestire l’aumentato afflusso di persone che puntualmente vi si affollano(anche e soprattutto in questo periodo) e che lo stesso Pronto Soccorso sia, a sua volta e suo malgrado, il capro espiatorio di una politica scellerata che da un lato taglia i posti letto ospedalieri e depotenzia il territorio e dall’altro moltiplica le poltrone pagate con denaro pubblico.
In parte già palesate ed in parte prossime, infatti, le nuove e numerose figure dirigenziali di medicina generale previste: direttore del dipartimento della medicina generale, responsabili di AFT e, in un futuro prossimo, anche coordinatore clinico della zona distretto, coordinatore clinico della casa della salute, coordinatore clinico dell’ospedale di comunità, coordinatore clinico del modulo di continuità assistenziale.
Tutto considerato ci chiediamo chi si occuperà del paziente (nel senso che porta pazienza!) ammalato e, dato il taglio di oltre il 50% dei posti letto alle Scotte operato negli ultimi anni, quanto sarà affannosa se non impossibile per i sanitari la ricerca di un letto? Quale odissea attenderà l’ammalato? Con un’altra considerazione non irrilevante: anche i reparti considerati “intoccabili” come la rianimazione accusano, negli ultimi tempi, la mancata sostituzione del personale in malattia ed il blocco del turnover.
Deprofessionalizzazione del territorio, attribuzione di funzioni improprie, creazione di strutture e relative poltrone fini a sé stesse, tagli di personale sanitario e blocco del turnover: questa la “ricetta” che sta portando la sanità regionale, e in particolare quella senese, al collasso.