Siena. “ I tre incontri con Mauro Advaita Signoretti, svolti nell’Aula Magna dell’Istituto Giovanni Caselli di Siena, sono stati un esperimento sull’approccio alla meditazione da parte di adolescenti. Durante il progetto “MeditAzione” disegnato da Chiara Guarducci, docente di tecniche professionali grafiche, con l’intento di continuare l’educazione al benessere e a stili di vita sani, intrapresa dalla scuola già lo scorso anno, la classe 3E, si è confrontata con tecniche di rilascio emozionale e ascolto del sé.

“Ci siamo divertiti e rilassati stando tutti insieme” (Dèsirèe Baccini). “Serve un po’ di rilassamento in una vita frenetica e stressante. Questo progetto mi ha aiutata a conoscere di più i miei compagni e la classe si è unita” (Elena Badalassi). “Ho imparato a guardarmi dentro” (Lorenzo Giancane). “E’ stata un’esperienza che non avevo mai provato” (Francesco Bianchi).

Mauro Advaita Signoretti, invitato come esperto esterno per questo progetto, lavora da più di vent’anni in programmi per giovani e gruppi di crescita in Italia e nel mondo, vivendo a lungo in Asia. E’ musicista, praticante di arti marziali, insegnante di meditazione, canto degli armonici e mantra yoga. “La mente giovanile ha grande coraggio ma al tempo stesso timore per l’avventura della vita. Accettare se stessi è la chiave”, sostiene Mauro Advaita Signoretti che ha guidato gli studenti sia in momenti di introspezione che in momenti di estroversione, in uno spazio inclusivo e attento ai bisogni di ogni partecipante. “Ciò che abbiamo sperimentato in questo laboratorio ci ha portato una goccia in più di consapevolezza, bellezza e gratitudine alla vita. E’ stata una esperienza intensa, di condivisione e attenzione a se stessi, attraverso uno sguardo profondo verso la meditazione e col sorriso presente. È stato per me importante aver condiviso con giovani esseri la possibilità di una vita piena e salutare”.

La Prof.sa Chiara Guarducci, che ha assistito Mauro Advaita Signoretti nello svolgimento delle attività, afferma: “Sostengo che includere la meditazione come attività didattica sia fondamentale. Oggi è difficile trovare momenti nei quali fermarsi. I giorni a scuola sono sovraccarichi di compiti da svolgere. Il mondo digitale ci ha smaterializzati, occorre ripartire dal corpo per iniziare di nuovo a sentirci e relazionarci. Credo che con questo progetto gli studenti abbiano avuto la possibilità di scoprire strumenti di ascolto e rilassamento da applicare nel quotidiano. E’ stato sorprendente vederli immobili e in silenzio, ma anche in totale azione e libera espressione del sé. Le tecniche proposte da Mauro Advaita Signoretti portano in contatto con il respiro, il movimento, il suono e non cercano a tutti i costi una pace interiore, ma insegnano a stare con quello che c’è, anche con emozioni di sconforto, senza entrare nel panico”.

“Mi ha colpito quando abbiamo gridato confrontandoci con opinioni diverse” (Manola Barbagallo). “Alcuni esercizi mi hanno fatto rilassare così tanto da farmi quasi addormentare” (Stephany Valverde).  “Quest’esperienza è stata molto divertente perché abbiamo imparato un po’ di yoga e arti marziali e ho provato cose nuove” (Mario Pazi).  “Alcuni esercizi che abbiamo fatto ti permettevano di svuotare la mente” (Micaela Maio).

Questi tre incontri mi hanno portato ad un rilassamento del corpo e della mente, a capire tecniche di arti marziali mai capite finora e ad aprirmi un mondo su musica mai provata” (Alessia Sansone).

Esperienza bella e rilassante, i canti e le canzoni mi facevano stare molto tranquillo. Ho capito che la meditazione può essere molto interessante da tanti punti di vista”. (Andres Velez).

Ho scoperto la parte più interiore di me stessa con il silenzio. Sono riuscita ad ascoltare suoni quotidiani che normalmente sottovaluto e ho capito la bellezza e la semplicità della natura” (Corsignana Spedicato). “Abbiamo intrapreso questo viaggio verso il mondo della meditazione ed è stata un’esperienza più che positiva. Mi farebbe molto piacere che il prossimo anno Advaita ritorni” (Jacopo Bosi). “Queste attività le dovremmo fare per tutta la comunità scolastica” sostiene il collaboratore scolastico Filippo Meli, custode dello spazio adiacente all’Aula Magna.

“Come succede attualmente in alcuni paesi europei, tecniche di respiro e presenza, dovrebbero entrare a far parte delle materie curricolari e delle pratiche educative scolastiche, affinché si raggiunga un benessere personale e interpersonale fra tutti i soggetti coinvolti nell’attività apprendimento-insegnamento. Credo che la meditazione sia uno strumento adatto a rispondere alle necessità educative di una società sempre più complessa e globalizzata e a far fronte a temi quali bullismo, differenza di genere, abbandono scolastico, mobbing, stalking, violenza fisica e psicologica”, sostiene la Prof.sa Chiara Guarducci.

Mauro Advaita Signoretti spiega e conduce gli studenti lungo una via il cui benessere risulta immediatamente percettibile dagli studenti”, sostiene Simone Bogi, insegnante di sostegno che ha affiancato studenti BES e diversamente abili nelle attività del progetto, “ vi sono cose che si insegnano e cose che si imparano senza che nessuno, veramente, le insegni: per questo motivo Mauro Advaita  Signoretti ha grande ascendente sugli studenti.  La meditazione che propone non ha nulla di trascendentale e si presenta come una propedeutica alla meditazione, per come noi, di cultura occidentale a malapena comprendiamo”.

La felicità non è una meta da raggiungere ma un diritto cha abbiamo dalla nascita” dice Mauro Advaita Signoretti.  

Prof.ssa Chiara Guarducci per Ufficio Stampa – I.P.S.S.C. “G. Caselli”, Siena

Filomena Cataldo – Angela Corbini