L’università degli Studi di Siena prosegue il suo processo di internazionalizzazione con l’inaugurazione dell’Institute for Global Health, un progetto strategico nato con lo scopo di implementare la salute globale, compresa quella dei Paesi in via di sviluppo con tre aree di intervento: due master, il primo in vaccinologia e il secondo in “Public Health, Pharmaceutical Biotechnology and Clinical Development”, una serie di dottorati di ricerca e il trasferimento tecnologico verso i Paesi del Sud del mondo. Unisi, con l’Institute for Global Health, intende proseguire nello sviluppo clinico, seguendo la tradizione di una città, Siena, da sempre leader nelle scienze della vita e nel settore vaccini fin dai tempi di Achille Sclavo. I migliori ricercatori, docenti e manager saranno coinvolti in processi di capacity building e technology transfer, creando un centro di alta formazione con importanti stakeholder internazionali come la Fondazione Bill & Melinda Gates. “Nell’ambito dell’Institute for Global Health – ha dichiarato Francesco Frati, rettore dell’Università degli Studi di Siena – che avrà sede al Santa Chiara Lab, abbiamo l’onore di presentare il master in “Public Health, Pharmaceutical Biotechnology and Clinical Development, al fine di formare studenti che si occupino dello sviluppo di nuovi farmaci e vaccini. Siena gioca in questo senso un ruolo fondamentale, sia per la lunga tradizione nel settore, sia per il contributo che, proprio grazie a questo background, può offrire al miglioramento della salute globale”. Questo master, organizzato in collaborazione con la Incheon National University della Corea, proporrà, nei prossimi mesi, programmi di formazione e aggiornamento rivolti non solo agli studenti, ma anche ai docenti dei due atenei; un vero e proprio gemellaggio, quindi, tra Siena e la Corea, con la possibilità, per i partecipanti, di svolgere anche un’interessante esperienza all’estero. “Anche la Fondazione Bill & Melinda Gates accoglie gli studenti, estendendo le partnership con la Corea – ha aggiunto Trevor Mundell, presidente della Divisione Global Health della fondazione – il 60% dei nostri investimenti si rivolgono al settore dei vaccini, da noi considerato l’intervento più magico per la salute globale. Per superare le critiche nei confronti degli stessi (ricordiamo il dibattito italiano in tal senso, ndr), occorre una corretta informazione da parte della comunità scientifica, la quale deve far passare un messaggio importante: con un unico gesto, una semplice iniezione, si salva una vita”.

Marta Mecatti