Siena. Riceviamo e pubblichiamo:”Ill.mo Sig. Prefetto, Le scriviamo questa lettera aperta in tema di accattonaggio, poiché ormai da un paio di anni la presenza di ragazzi di colore che chiedono “insistentemente” l’elemosina per le vie del centro, davanti agli esercizi commerciali della città o presso l’ospedale di Santa Maria Le Scotte, sembra sia divenuta stanziale e sistematica.

Non sappiamo se dietro a questo dilagare di accattoni vi sia una gestione organizzata, non sta a noi capirlo, anche se il sospetto nasce spontaneo. Non sappiamo neppure se queste persone siano richiedenti asilo e quindi già assistite a spese dei cittadini.

Certo è che in una città turistica tutto questo risulta poco edificante. Abbiamo più volte fatto appello, affinché anche a Siena si applicassero gli strumenti previsti dalla legge e utilizzati anche in comuni notoriamente accoglienti e attenti ai più bisognosi. Un esempio: Assisi, città in cui a nessuno è permesso di fare accattonaggio, perché le persone bisognose vengono accompagnate ai centri di assistenza e, in caso di loro rifiuto, allontanati dal territorio comunale.

Siamo anche intervenuti ufficialmente presso l’Amministrazione comunale ma, nonostante il riconoscimento dell’aggravamento di tale fenomeno, essa non mostra interesse.

Monitorare il fenomeno non è -a parer nostro- sufficiente.

Questo, particolarmente in una città in cui è alta la sensazione di insicurezza, in parte dovuta all’impennata di furti e scippi, al di là delle statistiche ufficiali basate solo sulle denunce formali.

Ma se la sfiducia nelle Istituzioni porta addirittura a non denunciare più i furti, si rende inevitabile una maggiore attenzione al problema della sicurezza. Non sappiamo se ha avuto modo di leggere, a tal proposito, le nostre 16 proposte in materia.

Teniamo pertanto a sottolineare di nuovo che i numerosi questuanti presenti sul territorio non sono un bel biglietto da visita per la nostra civilissima città, neppure per rispetto ad essi dovuto, se realmente bisognosi.

Vede Sig. Prefetto, a volte l’apparenza può ingannare, ma chi ha davvero bisogno non passa le ore al telefono, veste in modo modesto, non ha un fisico atletico (per le carenze materiali a cui è soggetto). Quando vediamo bambini e adulti denutriti non possiamo che fare quanto umanamente possibile per aiutarli. Il fatto è che questo tipo di persone non hanno la forza e neppure i soldi per affrontare un viaggio in mare e “cercare l’America” in Italia e a Siena. Ammesso che ormai l’Italia non sia un paese da cui fuggire.

Ci siamo rivolti a Lei per l’autorità insita nel ruolo che ricopre, contando in un suo sollecito, efficace, concreto e visibile intervento.

Circolo Sena Civitas