Sinceramente non ho capito perché il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, abbia voluto enfatizzare il numero di visitatori (77 mila a suo dire) che hanno visitato una mostra – “Il sogno di Theimer” in Fortezza – che non prevede l’acquisto di un biglietto di ingresso. E altrettanto sinceramente non ho capito la polemica di chi si è messo a fare calcoli astrusi, basati su impressioni personali, per sostenere che i visitatori sono stati molti meno, forse addirittura la metà.

So benissimo che le dimensioni contano e contano anche i numeri, ma va sempre dato loro il giusto peso. Parlando di giornali, una volta Maurizio Costanzo ha scritto: “Il Mondo di Pannunzio vendeva ottantamila copie, ma faceva cadere i governi. Stop vendeva ottocentomila copie ma non faceva cadere nessuno”.

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Altrimenti resta sempre la strada – che tante mostre percorrono senza nessun problema – di ospitare i bambini di decine di scuole, offrendo così occasione di una interessante esperienza culturale, magari accompagnata da laboratori didattici, e allo stesso tempo gonfiando opportunamente il numero di biglietti venduti.

Se dunque dibattito, e perché no anche polemica, ci deve essere sulla mostra dell’artista ceco Ivan Theimer, credo che avrebbe dovuto incentrarsi su altre domande: la Fortezza è stato il luogo giusto dove ospitarla oppure no? Ha attirato un pubblico soltanto di esperti ed amanti dell’arte o ha anche suscitato curiosità in tante altre persone? Ha inciso sui flussi turistici ed era stata costruita e comunicata in modo da farlo, oppure era rivolta soltanto agli aretini? Quali indicazioni se ne possono ricavare per il futuro della Fortezza e di una politica culturale ad Arezzo?

Ecco che in un dibattito del genere, si possono poi inserire anche valutazioni sul numero dei visitatori, pur consapevoli che non essendoci un biglietto da pagare, è sinceramente impossibile avere dati certi. Ma il punto è che per affrontare in maniera credibile e seria questi argomenti ci vogliono competenza, esperienza, umiltà, desiderio di un confronto, capacità di tradurre le analisi in scelte politiche. Molto più facile prendere un numero e su quello dare voce alla propria voglia di fare polemica.

Siccome la mostra di Theimer è stata prorogata fino all’8 gennaio, ci sarebbe tutto il tempo per una riflessione utile e seria.