Ormai dal 2009 il mese di ottobre è tempo di esami per il settore turistico toscano.

La sede della prova è la Stazione Leopolda di Firenze dove Toscana Promozione Turistica organizza (10 e 11 ottobre) il Buy Tuscany, un grande evento cui sono invitati a partecipare i principali tour operator stranieri interessati a “vendere” la nostra regione. Sui banchi ci sono invece agenzie di viaggi, strutture ricettive e servizi turistici della Toscana, secondo quello che è lo schema che ormai ha dimostrato di funzionare meglio: un incontro diretto fra l’offerta toscana e la domanda internazionale, preceduto da una selezione incrociata che permette ad ognuno di scegliere chi incontrare. Un’agenda personalizzata che ciascun partecipante si costruisce e che trova elemento di facilitazione nel fatto che gli operatori toscani sono divisi in settori, che possono grosso modo essere così sintetizzati: le città d’arte, la campagna, terme e benessere, gli eventi.

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Un evento – il Buy Tuscany – che ha effettivamente rappresentato un modello poi adottato anche da altre manifestazioni e che ha il grande pregio di essere effettivamente un esame per la Toscana del turismo. Un esame in cui i tour operator stranieri non fanno sconti, ma chiedono invece sempre più qualità e novità alla controparte toscana, costringendo tutto il settore a tenere il passo della concorrenza internazionale.

Quello che si è visto in questi anni, infatti, è stato che i tour operator si sono specializzati in una conoscenza sempre più minuziosa e dettagliata della Toscana, alla ricerca di prodotti personalizzati e di settore, da affiancare a quella che rimane l’offerta tradizionale Firenze-Pisa-San Gimignano-Siena, o gli agriturismi del Chianti, o il mare della Versilia. Ci sono ormai decine di tour operator che hanno saputo costruire, spesso in collaborazione proprio con gli operatori sul territorio, offerte nuove, diverse e che stanno avendo successo.

Alcune destinazioni – come Cortona o Volterra o Monteriggioni – hanno ormai acquistato una notorietà ed una forza di attrazione autonoma e molto forte. Altre si stanno affacciando adesso sul mercato. Resta purtroppo una debolezza di fondo, ovvero che di anno in anno la Toscana del turismo non riesce a presentarsi al Buy Tuscany in maniera organizzata, con prodotti costruiti e coordinati a livello regionale proprio da Toscana Promozione Turistica. Gli operatori di casa nostra si presentano ancora in ordine sparso, talvolta in maniera anche un po’ casuale, a fronte di tour operator che invece cercano servizi aggregati ed una politica di accoglienza che renderebbe loro più facile vendere la destinazione Toscana ai loro clienti. Ed il “maledetto” individualismo italiano continua a renderci più deboli di quello che potremmo essere.