Un campionato in altalena, pieno di emozioni e di partite spesso dai due volti quello giocato dall’Arezzo nelle prime sei giornate di campionato. In ognuna delle sei gare gli amaranto di Sottili hanno saputo mostrare un volto convincente, segnando e creando occasioni grazie a un gioco efficace ed anche bello da vedere, ma nel rovescio della medaglia ci sta il fatto che la squadra ha sempre avuto in ognuna di queste gare qualche momento di difficoltà e, soprattutto, non è mai riuscita a chiudere una partita con la porta inviolata. Quello che c’è di certo è che non ci annoia: basti pensare alle due gare speculari e opposte della prima di campionato e dell’ultima gara giocata, e cioè la rimonta subìta con il Como dopo aver chiuso i primi quarantacinque minuti sul 2 a 0 e quella riuscita al Porta Elisa dove sono stati i padroni di casa dell’ex Galderisi a portarsi sul doppio vantaggio alla fine del primo tempo. Quello che è importante sottolineare è che comunque l’Arezzo, fatta eccezione forse per i minuti finali della gara con il Tuttocuoio quando mentalmente aveva un po’ mollato dopo il doppio vantaggio, non è mai stato in balia dell’avversario, mentre ha avuto un predominio assoluto per una fase significativa di ognuna delle gare giocate. In queste partite gli amaranto hanno messo in mostra anche una grande duttilità tattica, frutto delle tante soluzioni che sono a disposizione del suo allenatore che, soprattutto nel reparto d’attacco, può scegliere di giocare con una punta e tre giocatori offensivi alle spalle, nel 4-2-3-1 al quale Sottili lavora fin dall’avvio della stagione, o con 2 attaccanti con alle spalle un trequartista in un centrocampo a rombo o due ali offensive in uno spregiudicato 4-4-2. Difficile dire quale di questi sistemi di gioco sia stato fino ad ora più convincente, anche perché molto del giudizio dipende dall’estro di giornata dei giocatori schierati: un Grossi in giornata rende indispensabile il trequartista, un Arcidiacono irresistibile sposta il gioco sulle fasce, due attaccanti di qualità e rendimento rendono difficile tenere uno di loro in panchina. Fino ad ora, forse, è questa la tesi prevalente perché Moscardelli sta dando un grande contributo di gioco e di personalità, e si è sbloccato anche in fase realizzativa trasformando il rigore di Lucca, e Polidori sta confermando tutte quelle qualità che aveva evidenziato a Rimini lo scorso anno e guadagnandosi spazio a suon di reti e grandi prestazioni. In questo mix di esperienza e gioventù che è la squadra di quest’anno il reparto che sta pagando più dazio è forse quello difensivo, dove l’età media è tutt’altro che elevata ad eccezione del portiere Max Benassi e dove un “grande vecchio” come è De Feudis a centrocampo e Moscardelli ed Erpen in attacco potrebbe essere utile. La scelta, però, di puntare su giovani di prospettiva in fase di lancio farà certamente sentire il suo peso in positivo a gioco lungo, quando nel corso di una stagione lunghissima la freschezza potrà fare la differenza, assieme ovviamente a meccanismi che con il tempo si faranno sempre più oliati.

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Un risultato importante comunque l’Arezzo di quest’anno lo ha già ottenuto, ed è quello di aver riconquistato la fiducia di un ambiente profondamente segnato dagli sconquassi del finale della scorsa stagione, quando era maturata una rottura con la tifoseria che neanche il più ottimista avrebbe pensato potesse ricomporsi in così poco tempo. Arezzo calcistica, ed è giusto sottolinearlo, è una realtà calcistica molto più matura di quanto spesso si pensi, e sa riconoscere il lavoro svolto con serietà ed impegno. La società, pur dibattendosi nelle difficoltà dovute alla reperibilità dei campi di allenamento che speriamo trovi presto una soluzione, ha certamente lavorato per costruire non solo una squadra ambiziosa, ma anche un progetto basato su calciatori con contratti biennali e un settore giovanile potenziato come numero di squadre e mutato come filosofia. Questa prima fase della stagione può quindi essere archiviata come positiva, sia come risultati del campo che sotto l’aspetto organizzativo e ambientale.