Sarà a novembre il primo grande appuntamento con il “Progetto RES – Nuova vita alle Mura di Siena”, promosso dalla rete di imprese RielPublishing (editore di questo giornale). Ed il tema sarà quello della buffer zone, ovvero l’area che sta attorno ad un sito Unesco patrimonio dell’umanità – come è appunto il centro storico di Siena – e che deve essere considerata un’area di protezione e di rispetto verso il bene culturale.

Il tema sarà affrontato, sotto l’egida del Club Unesco di Siena, coinvolgendo altre città italiane e straniere iscritte al patrimonio dell’umanità e che hanno una cinta muraria, per un confronto molto concreto sulle politiche di mobilità, di accessibilità, di servizi, di mantenimento del paesaggio e di aree verdi aperte ad una fruizione corretta e sostenibile, come parte integrante del centro storico.

Per dirla con un’espressione cara ai senesi, un appuntamento per “vedere Siena dalla parte delle Masse”, perché fino al 1904 il territorio del Comune di Siena era solo e soltanto quello dentro le mura, mentre i terreni esterni facevano parte del Comune delle Masse di Siena, dove vivevano circa 10 mila abitanti. Un tema che si è improvvisamente riproposto, possiamo dire, grazie all’azione congiunta dell’Associazione Le Mura di Siena, delle Contrade, di tanti volontari e dell’amministrazione comunale, che hanno ripulito dalla vegetazione e quindi fatto tornare visibile l’imponente ed affascinante tratto di mura fra Porta Ovile e Porta Romana.

Un tema antico, quindi, ma di grandissima attualità e sul quale Siena – proprio nel momento in cui all’azione di volontariato farà seguito l’avvio del recupero ed il restauro da parte della Soprintendenza – può svolgere un ruolo di primo piano a livello internazionale, confrontandosi con altre realtà simili. L’agenda dell’incontro – se così vogliamo chiamarla – è quella fissata proprio dall’Unesco nel 2008 con un documento redatto dopo un incontro internazionale a Davos sulla buffer zone: queste zone di rispetto vanno considerate parte integrante del bene patrimonio dell’umanità, mentre invece a livello locale e anche nazionale, se ne minimizza l’importanza.