Da uno studio di Confindustria Toscana Sud risulta che sono soltanto 8 i comuni della provincia di Siena che stanno applicando in maniera corretta la Tari, la tassa sui rifiuti: Chianciano Terme, Chiusdino, Gaiole in Chianti, Murlo, Poggibonsi, Rapolano Terme, Siena e Sovicille. Gli altri 28 – ossia il 78% delle amministrazioni comunali – non applica in maniera corretta i parametri della tassa, così che, secondo l’autore della ricerca Mario Bernardini, responsabile area ambiente di Confindustria Toscana Sud, “emerge una situazione molto diversificata, che produce un’applicazione difforme della normativa a causa della adozione di criteri differenti (e in molti casi illegittimi) nella individuazione dei rifiuti speciali da considerare assimilati a quelli urbani”. E, cosa che ancora di più preoccupa Confindustria, è che solo un comune – facciamo pure il nome: Monteriggioni – ha risposto alla richiesta avanzata dall’Associazione per un confronto sull’argomento. “L’impressione evidente è che molte amministrazioni comunali abbiano sottovalutato un argomento che è invece fondamentale per le nostre tasche, di cittadini prima ancora che di operatori economici – commenta il presidente Andrea Fabianelli (nella foto) – L’applicazione della Tari non è solo diversa da comune a comune – e questo già crea notevoli problemi – ma in molti comuni non è conforme ai criteri di assimilazione fissati dalla legge. In poche parole: un’azienda che ha due stabilimenti in due comuni diversi, magari confinanti, si trova a pagare la tassa sui rifiuti calcolata in due modi completamente diversi”. Fabianelli trova indigesto anche l’aumento delle tariffe. “Nel 2014 si è passati ad un gestore unico, Sei. Credo che fosse un’aspettativa legittima quella di avere una maggiore efficienza di servizio e quindi una conseguente riduzione di costi, come avviene in tutte le aziende che sono gestite bene. Invece in tre anni l’aumento medio è stato del 15%. Ci vedo la solita logica del monopolista, che trova più facile aumentare i prezzi e scaricarli sui cittadini”. Ma Confindustria Toscana Sud non vuole limitare la sua azione alla semplice attività di monitoraggio e di divulgazione dei dati, ma ha già chiesto alla Regione Toscana di intervenire per convocare tutti i comuni e definire insieme linee guida uniformi sulle modalità di applicazione della Tari, così che essa risulti meno “casuale” di come avviene adesso. Interessante invece il fatto che il Comune di Siena ha le tariffe più basse per i rifiuti domestici rispetto ad Arezzo e Grosseto, ed invece le più alte per le utenze non domestiche, ovvero le attività produttive, segno di una precisa scelta politica ed amministrativa.