Nuovo incarico: nuova sfida.

“Il nuovo incarico di Direttore dei Servizi Sociali nella grande Azienda Sud Est, mi ha portata, innanzitutto, all’ascolto dei territori – attraverso gli incontri con i Coordinatori Sociali e gli assistenti sociali di ogni singola zona delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, con i Direttori di Zona Distretto e con i Direttori delle Società della Salute – al fine di avere un quadro sintetico e chiaro, propedeutico alla rilevazione dei bisogni e delle risorse di ciascun territorio, da cui partire per la programmazione e l’organizzazione della nuova Direzione.

Obiettivo primario, in questa nuova grande Azienda, è quello di uniformare, all’interno della Direzione dei Servizi Sociali, la metodologia di lavoro delle tre grandi province, affinché questa possa divenire un’eccellenza in questo settore. A tal fine abbiamo attivato dei coordinamenti aziendali temporanei, a titolo non oneroso, con l’obiettivo di supportare la Direzione dei Servizi Sociali, istituendo gli ambiti di: Qualità e Controllo, Residenzialità, Supporto Professionale, Formazione, Organizzazione Servizio Civile e Staff della Direzione del Dipartimento dei Servizi Sociali.

Inoltre, abbiamo avviato la programmazione di riunioni mensili con i Coordinatori Sociali dell’Azienda Sud Est e i Coordinatori provvisori degli ambiti e dello staff della Direzione, al fine di mantenere il costante aggiornamento sull’attività del sociale che in ogni zona viene svolta, e stimolare il continuo confronto tra i colleghi e la Direzione. Lo stile che mi piacerebbe assumesse la Direzione ed il Dipartimento dei Servizi Sociali dell’Azienda Sud Est dovrebbe essere improntato al confronto costante con i territori, alla trasparenza e alla collaborazione e supporto all’attività dei Direttori di Zona, per il tramite dei Coordinatori Sociali, dei Responsabili di Unità Funzionale e Unità Operative Professionali dei singoli ambiti”.

Area Vasta: cosa impone sui territori?

“In un’ottica di “grande” Azienda, la volontà è quella di prendere il meglio da tutte le piccole e grandi realtà distrettuali che operano sui territori delle tre province per alzare, ovunque, il livello della qualità dei servizi alla persona.

Le azioni di riorganizzazione aziendale perseguono, nel sociale, due obiettivi primari:

  1. concorrere al mantenimento del livello di prestazioni sociali e sociosanitarie degli anni precedenti la fase di riorganizzazione, in base agli indirizzi prefissati dai Comuni, dalle Società della Salute e dalle Zone Distretto;

2 definire processi e percorsi unitari e integrati favorendo la flessibilità organizzativa per l’Azienda Sud Est.

Al fine di garantire la realizzazione dei suddetti obiettivi la Direzione e il Dipartimento dei Servizi Sociali si stanno attivando nella riorganizzazione secondo i seguenti principi:

  1. a) individuare ed attivare un sistema integrato di collaborazione, per le esigenze sociali e sociosanitarie, con gli altri Dipartimenti aziendali: Dipartimento Territoriale, Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, Dipartimento delle professioni infermieristiche ed ostetriche, e Dipartimento supporto amministrativo;
  2. b) organizzare in ambiti professionali l’Area del sociale dando rilievo ai settori della Qualità e Controllo nella Residenzialità, valorizzando l’agire professionale attraverso i professionisti che lavorano nei Servizi sociali territoriali;
  3. c) organizzare uno Staff Direzionale in grado di supportare l’attività del Dipartimento e in taluni settori delle Zone Distretto e SDS;
  4. d) rafforzare le funzioni di regia a livello aziendale, per la ricerca di parametri e criteri condivisi finalizzati all’armonizzazione e alla coerenza dell’azione dell’integrazione socio sanitaria;
  5. e) rilevare e analizzare le esigenze sociali e sociosanitarie delle Zone Distretto e delle Società della Salute, al fine di supportare il corretto dimensionamento del fabbisogno di risorse per anziani e disabili”.

Le realtà e le priorità ad Arezzo?               

“Nella realtà aretina, negli ultimi anni, il compito chiave è stato quello di verificare la qualità delle strutture che accolgono i più deboli: minori, disabili, anziani. Un settore, questo, molto delicato che chiama in causa diversi soggetti, ciascuno con compiti e responsabilità diversi. Ruolo dell’Azienda è stato, e tuttora è, quello di verificare che ai più deboli siano garantite risposte in linea con i dettami regionali all’avanguardia in questo ambito.

L’Azienda nel territorio aretino, relativamente alla disabilità, sin dal 2014, ha avviato il processo della de-istituzionalizzazione di persone già ricoverate presso l’Istituto di Agazzi, con l’apertura e la concreta attivazione di tre appartamenti (1 da 2 posti letto, uno da 3 e l’altro da 4) che hanno accolto 9 persone prima ospitati in Istituto da lunghi anni.

Gli appartamenti sono situati in un condominio di civile abitazione in città e sono privi di barriere architettoniche. L’operatore è presente in ogni appartamento dalle 18.00 alle ore 9.00 del mattino successivo e continuativamente nel fine settimana e nei giorni festivi, si occupa di supervisionare e supportare gli assistiti nei compiti domestici quotidiani. Gli assistiti partecipano alla preparazione dei pasti, alla pulizia degli ambienti e si occupano del lavaggio degli indumenti personali. Dalle 24.00 alle 6.00 l’operatore presente nell’appartamento più grande (tutti e tre sono situati sullo stesso piano) ha a disposizione un luogo in cui riposare, in questa fascia oraria è attiva la telesorveglianza, con sede operativa presso l’Istituto di Agazzi. In caso di necessità l’operatore provvede telefonicamente ad allertare l’operatore che riposa in modo che si occupi subito dei bisogni dell’assistito dell’appartamento.

Durante la giornata le persone sono impegnate in attività occupazionali o lavorative. Gli assistiti frequentano centri diurni presenti nel territorio dove svolgono attività occupazionali o lavorative supportate, oppure lavorano part-time presso una Cooperativa Sociale di tipo B. Periodicamente gli operatori che si occupano degli appartamenti partecipano alle riunioni d’equipe dove viene verificato l’andamento del percorso assistenziale per le persone con disabilità coinvolte nel progetto di Vita Indipendente proposto.

La de-istituzionalizzazione in appartamenti di Vita Indipendente, ha determinato, oltre al miglioramento della qualità di vita delle persone interessate, un più appropriato uso delle risorse, storicamente impegnate allo scopo. Sono state soddisfatte esigenze di molti più utenti senza costi aggiuntivi per l’ Azienda ed i Comuni ed è stato avviato un virtuoso “turn over” nelle strutture residenziali esistenti (RSD e CAP) che ha consentito di dare risposte ai bisogni emergenti dal territorio, con tempi di attesa ragionevoli.

Obiettivo della Direzione è quello di estendere questa meravigliosa esperienza in tutto il territorio della ASL Sud Est consentendo ai cittadini con disabilità psichica di poter usufruire delle medesime opportunità delle quali si servono persone, con le stesse difficoltà, residenti nella provincia aretina.

L’Azienda aretina, con deliberazione n. 527 del 10/11/2014, ha infine aderito alla Fondazione di partecipazione “Riconoscersi” – con finalità esclusiva di solidarietà sociale – apportando un contributo di conoscenza e confronto sulle politiche perseguite e sugli indirizzi di programmazione previsti dallo Statuto. Ha, inoltre, indicato un collaboratore, scelto tra gli assistenti sociali più esperti, quale componente del Gruppo di Lavoro tecnico di supporto al Consiglio, per la promozione e gestione delle attività oggetto della mission della Fondazione”.

Dopo di noi: strumenti e obiettivi?

“Con l’approvazione della Legge c.d. del “Dopo di Noi”, anche questo ambito è diventato detentore di importanti finanziamenti per i prossimi anni: la legge prevede infatti l’ istituzione di uno specifico fondo (Fondo per il Dopo di Noi) che, con la legge di stabilità, è stato già finanziato.

Di fronte all’incertezza nell’utilizzazione di questi fondi, per il fatto che dovranno essere emanati dei decreti attuativi (entro sei mesi dall’approvazione della legge del Dopo di Noi), e questi, a loro volta, dovranno essere seguiti dalla definizione, da parte delle Regioni, di linee di indirizzo per la programmazione e definizione di criteri e modalità per l’utilizzo dei finanziamenti, la nostra Asl ha iniziato ad organizzarsi, proponendo in modo proattivo la possibilità di dar vita ad un progetto da realizzare in ciascuna delle province del territorio per la realizzazione di esperienze e strutture per il Dopo di Noi – Durante Noi, attraverso il coinvolgimento delle Associazioni, delle Fondazioni, del Volontariato e del Terzo Settore.

L’Azienda sanitaria intende elaborare un progetto triennale per l’attivazione di strutture per il Dopo di Noi – Durante Noi, nell’ambito di una programmazione coordinata e di senso che guardi all’intero territorio dell’Azienda USL Sud Est”.