Palio patrimonio Unesco.

“Il Palio di Siena è una delle manifestazioni toscane più importanti e radicate. Mi sono sempre dichiarato uno tra i più fermi sostenitori della Carriera e sono convinto che tutta la Toscana debba aiutare Siena a farlo riconoscere come patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. Proprio in quest’ottica è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale toscano una risoluzione che impegna l’assemblea a “salvaguardare il valore storico, culturale e sociale del Palio di Siena; promuoverlo a livello nazionale e internazionale come esempio virtuoso di evento espressione dell’identità locale di una comunità e degno quindi di essere considerato a tutti gli effetti ‘patrimonio culturale immateriale dell’umanità’, secondo i canoni Unesco”. Il documento è stato fortemente voluto da me dopo che, durante le mie visite istituzionali tra i comuni della Regione, incontrai il sindaco di Siena Bruno Valentini. Ad affiancarmi nella promozione della risoluzione sono stati i consiglieri Pd Stefano Scaramelli e Simone Bezzini, e a sottoscriverla il capogruppo Fi Stefano Mugnai e il portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (Ln). Nel documento si chiede inoltre di “mettere in atto tutte le iniziative anche a livello nazionale per permettere che il Palio di Siena venga ufficialmente annoverato tra gli eventi tutelati dall’Unesco” e a “garantire la tutela e il corretto svolgimento della manifestazione anche al fine della salvaguardia della salute degli animali”. È un atto importante in difesa della storica corsa senese, che è espressione dell’identità locale e rappresenta il valore storico culturale di Siena e della Toscana tutta”.

Festa degli Etruschi.

“Cosimo I è il primo ad aggiudicarsi l’epiteto di Dux Etruriae, titolo conferitogli con la bolla emessa da Papa Pio V il 27 agosto 1569: con lui si consolida, infatti, una tendenza che era cominciata già con Lorenzo il Magnifico, quella di far coincidere i confini della signoria medicea con quelli dell’antica Etruria. L’eredità morale si traduce in eredità materiale e gli Etruschi diventano i capostipiti di una dinastia che vuole ampliare i propri confini ben al di là dei limiti fiorentini. L’intento politico e quello culturale si alimentano a vicenda e viene così segnata la nascita dell’etruscologia. Le antichità etrusche nel corso del Quattro e Cinquecento esercitarono un’influenza significativa sul pensiero e sulle arti dei principali protagonisti del Rinascimento e dell’Umanesimo toscano. Ecco perché la data del 27 agosto è un anniversario da festeggiare e a pieno titolo parte del bagaglio culturale della nostra Regione. Quest’anno, per la prima volta, il Consiglio regionale della Toscana dedicherà la giornata del 27 agosto alla memoria di quel titolo importante ricevuto da Cosimo I e che grande influenza ha avuto su tutta la storia della Toscana. Non potevamo farlo in maniera migliore che dedicando un focus a Poggio Colla, importante sito archeologico situato a Vicchio, nel Mugello. Saranno infatti esposti in Consiglio regionale importanti reperti provenienti dallo scavo toscano, tra cui cinque bronzetti di età etrusca e un sigillo in terracotta raffigurante il parto. Oltre a questo ci sarà un suggestivo ologramma che riproduce la stele da poco ritrovata da un gruppo di ricercatori del Mugello – Valley Archeological Project e riportante una scrittura etrusca. La scoperta è stata fatta proprio nel sito di Poggio Colla e la pietra, che pesa 227 chili ed è alta poco più di un metro, faceva parte di un tempio sacro che 2500 anni fa venne demolito per far spazio a uno più grande. Questa stele contiene 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura, caratteristiche che la rendono uno dei più lunghi esempi di scrittura etrusca mai ritrovati fino ad ora. Gli scienziati sono convinti che le parole e i concetti sulla stele siano una rarissima testimonianza di questa civiltà, considerando che finora le nostre conoscenze sugli etruschi sono legate unicamente a necropoli, tombe e oggetti funerari. La traduzione del testo sarà affidata all’Università del Massachusetts di Amherst. Queste scoperte, che hanno portato poi alla realizzazione del bellissimo Museo comprensoriale di Dicomano, trovano con la stele un punto di riferimento essenziale. E’ importante continuare un lavoro di recupero di questa meravigliosa civiltà con l’aiuto e la rete di tutti i comuni toscani che hanno forti testimonianze, da Cortona a Chiusi, da Sarteano a Pienza, da Bacchereto ad Artimino e ancora Volterra, Fiesole fino al ritrovamento di Gonfienti a Prato”.

Bellezza del territorio: trainante per numeri e storia.

“La storia di Siena è così antica e ricca che è un volano naturale per il turismo. Basti pensare che le tracce più antiche di insediamenti umani in questa Provincia si trovano nella zona di Monte Cetona e sono oggi documentate dal Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona e dal Parco Archeologico naturalistico del Belverde, dove è possibile ripercorrere le tappe del popolamento di questi luoghi dal Paleolitico fino all’età del bronzo. Non dimentichiamo nemmeno le presenze etrusche e romane nella zona meridionale dove dominò la potente lucumonia di Chiusi. I segni delle civiltà etrusche e romane persistono in tutto il territorio senese, basti osservare i materiali del Museo Archeologico di Colle Val d’Elsa. Con la storia potremmo andare avanti per ore, ma accanto a questo aspetto va aggiunto che a caratterizzare la civiltà senese è anche l’amore per la propria terra, che si coglie bene nella bellezza del paesaggio, spesso risultato di un continuo intervento dell’uomo e della civiltà contadina, come testimonia il Museo della Mezzadria di Buonconvento. Siena ha i numeri e le qualità per attrarre turisti da tutto il mondo”.