Benvenuti nell’altra Toscana. Per un momento dimenticatevi il Chiantishire senese e fiorentino e spostatevi nelle colline metallifere, territorio non meno affascinante dei primi due non solo per i panorami mozzafiato, ma anche per la presenza di incantevoli borghi. Prima tappa Radicondoli, paese ubicato al confine di tre province: Siena, Grosseto e Pisa. Qui Enel ha investito molto, il suo rapporto con le istituzioni è molto stretto. Il turismo geotermico, non a caso, sta andando a gonfie vele, anche se la parte del leone la fa una clientela leisure non di massa che affolla anche in autunno gli agriturismi della zona. I turisti frequentano il paese di sera per un aperitivo, una cena oppure una pizza. Radicondoli è un paese che si diverte molto (il Sindaco, facendo un rapido calcolo, ha dichiarato che ogni tre giorni c’è un evento), soprattutto nei mesi estivi, dove alla gente piace tirare tardi. Sì, i radicondolesi sono abbastanza nottambuli, amano passeggiare anche nelle ore serali, quando i bambini giocano lungo le vie del paese e i loro schiamazzi rendono tutto più allegro. Abbiamo fatto una chiacchierata di approfondimento con il Sindaco Emiliano Bravi per conoscere meglio questo borgo sconosciuto anche alla maggior parte dei toscani.

Sindaco, partiamo dal teleriscaldamento. Un bel risparmio per i cittadini, anche se ultimamente ci sono state polemiche.

“Radicondoli è il terzo produttore di energia elettrica in Toscana da fonti rinnovabili. La geotermia per noi è un valore. Non sono contro la bassa e media entalpia ma sono contro le imposizioni su come e dove farla. La geotermia la vogliamo, ma come e dove lo dice la comunità. E’ sbagliato concepirla solo come vapore, perché è anche sinonimo di calore ed energia termica. L’energia prodotta dai “soffioni” è solo il 10% della geotermia, il resto è possibilità di sfruttamento del calore per attività artigianali ed industriali e che per noi è vitale. Con accordi tra soggetti interessati sul Comune ritornano le royalties che sono importanti per lo sviluppo dei territori geotermici. Cerchiamo di mettere a disposizione quante più possibilità per un nostro sviluppo. In questo periodo stiamo costruendo il teleriscaldamento geotermico che permetterà un risparmio economico in bolletta nelle abitazioni (pensiamo solo agli elettrodomestici), mentre, per quanto riguarda le imprese, queste possono risparmiare il 10% sull’energia elettrica. Altra cosa da sottolineare è il recupero della CO2 da refrigeranti, che poi viene imbottigliata con procedimento fisico, quindi non esce dalle centrali. L’investimento per il teleriscaldamento è pari a 9.000.000 di euro”.

Qualche dato sul Comune.

“Dal 2009 ad oggi sono peggiorate le possibilità di agire come ente. In un paese piccolo come il nostro c’è un rapporto diretto con il Sindaco, ma purtroppo siamo impotenti perché non riusciamo a risolvere tutti i problemi. Inoltre, non abbiamo un riscontro di entrate a causa della diminuzione del 50% dei trasferimenti dello Stato, quindi abbiamo difficoltà di programmazione e di mantenimento dei servizi che tuttavia, negli ultimi anni sono aumentati grazie anche alle royalties geotermiche. Ma posso dire con orgoglio che dal 2009 non c’è stato un aumento dei costi della mensa, dei trasporti scolastici e della Tari, dell’addizionale Irpef, etc. Ad oggi abbiamo un avanzamento di bilancio ragguardevole. Nel contempo abbiamo anche erogato molti contributi alle associazioni e ai cittadini come bandi, tra cui quello per l’acquisto della prima casa. Il nostro Comune, infine, e ci tengo a sottolinearlo, paga i fornitori in 15 giorni”.

Mecatti Un borgo tutto da scoprire 2E’ previsto un rilancio delle Terme delle Galleraie?

“Le Galleraie, da decenni, erano di proprietà della Provincia. Non erano più economicamente gestibili, quindi la Provincia ha venduto la struttura ad un privato che, ad oggi, non è riuscito a mantenere gli obiettivi. Adesso stiamo aspettando un nuovo investitore”.

Turismo, altro capitolo fondamentale.

“Il nostro è un turismo slow, non di massa, che cerca quiete e relax. Ma Radicondoli non significa solo turismo slow ma anche turismo geotermico. Le visite guidate nei campi fotovoltaici e agli impianti Enel hanno conquistato ben 60.000 visitatori nell’intera area geotermica. C’è da dire che chi ha offerto servizi di qualità è sopravvissuto: i numeri ci dicono infatti che, coloro che hanno dato una determinata tipologia di offerta, è stato premiato. Molto interessante anche il fenomeno dei pernottamenti: Radicondoli, essendo ubicato tra le province di Siena, Grosseto e Pisa, viene molto spesso sfruttato per i suoi prezzi più bassi rispetto, per esempio, a San Gimignano. Il nostro turismo non è stanziale, durante la giornata visita le città d’arte e la sera si ferma in paese per cena e pernottamento”.

Eventi culturali in programma?

“Oltre alla Festa dell’Olio, il nostro evento di punta è sicuramente il festival “Estate a Radicondoli”, che offre spettacoli di prosa di elevato livello qualitativo. Nato grazie ad una felice intuizione del mio predecessore, il sindaco Ivo Dei, quest’anno festeggia il trentesimo anno. Solo per citare alcuni nomi, hanno partecipato al festival Umberto Eco, Dacia Maraini, Luciano Berio, Lucia Poli, Nico Garrone (che è stato anche direttore artistico) e l’attuale direttore Massimo Luconi. Anche dal punto di vista mediatico, è sempre stato un successo, con copertura mediatica nei tg regionali e nazionali. “Estate a Radicondoli”, in pratica, fa da volano per tutte le altre iniziative organizzate durante l’anno, anche al “Teatro dei Risorti”, il più piccolo teatro d’Europa”.

Radicondoli è un paese con una elevata percentuale di persone anziane. E i giovani cosa fanno di bello?

“Pur essendo un paese che non offre molto, l’80% dei giovani radicondolesi frequenta una scuola di musica, la “Fondation Pour la Musique”, ubicata in una stupenda location, l’ex convento dell’Osservanza, raggiungibile anche a piedi. Noi, come Comune, cerchiamo di agevolare la creazione di una famiglia. Non a caso, abbiamo aperto un asilo nido, che ha permesso la creazione di tre posti di lavoro. Sinceramente, non mi sembra poco. Inoltre, grazie anche alla collaborazione tra Comune e Fondazione Territori Sociali, un gruppo di giovani ha riaperto il cinema. Anche se non si tratta di film di prima visione, anche questo possiamo considerarlo un bel risultato perché, dopo anni di vuoto, i miei concittadini possono finalmente andare a vedersi un film”.

Strada franata che collega Radicondoli con Castelnuovo Val di Cecina. E’ prevista una soluzione?

“La strada provinciale 35 segmento b franata nel 2009 è, appunto, di competenza della provincia. Adesso l’ente non ha la possibilità di fare quello che avrebbe potuto fare anni fa, oggi non è in grado. Il Comune, da parte sua, ha messo a disposizione la cifra per una progettazione esecutiva in collaborazione con la Provincia. Sono favorevole ad una ordinaria gestione per non intervenire in modo straordinario”.

Una domanda sulle fusioni dei Comuni: favorevole o contrario?

“Non sono contro le fusioni ma ritengo che la comunità debba essere sovrana nel prendere decisioni che la riguardano. Sono, quindi, a favore di convezioni e fusioni quando la comunità lo richiede. Sono contrario, invece, alla proposta Lodolini perché, come sostengono altri miei colleghi, le riforme devono partire dal basso. Quando un Comune garantisce i servizi non si deve fondere. Questo argomento non va discusso come ne ha discusso l’Irpet, che ha scritto una serie, diciamo così, di imprecisioni. Non ci devono essere territori di serie A e di serie B. Mi chiedo infatti: come mai non fondono, per esempio, il Comune di Sesto Fiorentino? Secondo i piani, dovremmo essere accorpati a Poggibonsi. Tenga conto, però, che per recarsi da Poggibonsi a Fosini occorrono ben 50 minuti di macchina. Come si fa a governare un territorio così vasto? (Radicondoli è di 132 chilometri quadrati, ndr)”.

Se dovesse definire il paese con tre aggettivi?

“Bello, naturale e a misura d’uomo”.