All’appuntamento con Fabio Maddii e Chiara Valenti, interlocutori per questa intervista, incontro anche Alessandro Nannini (penne ben più autorevoli della mia hanno già scritto su di lui tutto ciò che c’era da scrivere).

Fabio raccontami la tua storia. Pilota o navigatore?

“Sono stato sia pilota che navigatore. Ho iniziato nel 1976 con un 124 Spider come pilota. Nel 1980 ho scelto di fare il navigatore all’amico Nestore (Ettore Falchetti), con la Stratos e l’Alpine A110 1605cc GR3 vincendo con lui il Campionato Italiano. Nell’81 sono tornato pilota con l’Alfasud, e ho fatto il campionato italiano. A quel tempo era misto, ho vinto la coppa CSAI di zona e le tre finali del campionato italiano: sono arrivato secondo solo per problemi meccanici! Ho vinto tre coppe CSAI con l’Alfasud della Dolfi, concessionaria di Poggibonsi, e poi, tramite l’Auto Lodi, sono riuscito ad avere un’Alfasud un po’ più performante, la gruppo A: gran macchina che mi ha permesso di piazzarmi sempre tra i primi assoluti. Nell’88 ho iniziato con il Trofeo Opel e ho comprato il Kadett Gruppo N con cui ho fatto diversi risultati tra cui un terzo all’Elba. Nel ’90 ho fatto il Gruppo A e le cose sono andate nel verso giusto, tanto che nel ‘91 entro Leader Team e prendo il Sierra 4×4. Nel ‘92 e nel ‘94 abbiamo fatto il Sanremo ma la sfortuna ci ha rilegato (al mio fianco Chicco Ortalli) tra il diciottesimo ed il ventesimo posto. Nel ‘95 una gara con la Ford Escort Cosworth, sempre nel Leader Team, e ho fatto l’assoluto Rally del Cuoio: unico assoluto della mia vita insieme a mio fratello Lorenzo; nello stesso anno ho rifatto il quarto Sanremo togliendomi la soddisfazione di arrivare in Piazza del Campo con la macchina di Alessandro Nannini, terzo di classe nel trofeo Punto. All’epoca decisi di non fare il trasferimento dopo Tavarnelle e mi ritirai, rinunciando al Sanremo dando la precedenza al lavoro, visto che da poco avevo preso l’azienda. Questo l’unico rimpianto: in realtà il Sanremo l’ho fatto altre quattro volte e non sono più arrivato. L’ho pagata cara la mia “scelta giudiziosa” di mettere il lavoro al primo posto! Proprio nel ’95 incontro Chiara Valenti (attualmente mia moglie) con la quale condivido la passione per il Rally. Nel ’96 faccio togliere la soddisfazione a Chiara di farmi da navigatrice al Rally Alta Val di Cecina con il mitico Kadett Gruppo A, scoprendo così le sue grandi doti.

Nel ’99 ricomincio a correre “sul serio”. Stavolta con una Opel Corsa e facciamo, proprio con Chiara, il campionato terra ottenendo sempre ottimi piazzamenti. In quel periodo mi sono divertito tanto perché con la Opel ho avuto la possibilità di fare quattro Motor Show come finale di Trofeo Opel. Dopo di che abbiamo preparato la nuova Astra OPC e abbiamo partecipato al Trofeo Opel terra con buoni risultati tra cui terzo all’Europeo in Costa Smeralda. Nel 2013 ho partecipato alla mia ultima gara con navigatore Eugenio Alfieri. Attualmente pur avendo la mia OPC in garage sono fermo e un sogno nel cassetto sarebbe di poter ripreparare un’Alfasud e partecipare a qualche Rally Storico perché, come si dice, il primo amore non si scorda mai!”.

Bianciardi Pilota e navigatore in gara, marito e moglie nella vita 2Ringrazio Fabio per la disponibilità e incuriosita mi rivolgo a sua moglie.

Chiara Valenti, grinta da vendere e un gran bel sorriso. Soprattutto quando può parlare di macchine. 

E’ il rally che ti ha fatto incontrare l’amore o l’amore che ti ha fatto incontrare il rally?

“Sono sempre stata, sin da piccola, appassionata di motori e rally tanto che a fine anni 80 ero una grande fan di Miki Biasion. Nel 1995 incontro Fabio e, oltre ad innamorarmi profondamente, scopro che è rallista.

Grazie a lui entro veramente nel mondo dei rally. Decido quindi nel 1996 di diventare sua navigatrice e facciamo insieme la mia prima gara al Rally Alta Val di Cecina con il mitico Kadett Gruppo A. Non scorderò mai la prima volta che sono montata in quella macchina: davvero adrenalinica come prima esperienza.

Nel 1999 decidiamo di partecipare al Campionato Italiano Terra nel trofeo Opel (6/7 gare il calendario) per ben 6 anni pieni di grandi soddisfazioni e divertimento. Il passaggio dal Rally su asfalto a Rally su terra segna un cambio di marcia: della terra poi non puoi più fare a meno. Nel 2003, per la prima volta, decido di navigare un pilota che non era Fabio (nonostante nei vari anni alcune belle richieste mi fossero arrivate anche da importanti piloti) e cosi partecipo nuovamente al meraviglioso Rally Costa Smeralda al fianco di Alessandro Nannini con la Mitsubishi Lancer Evo 6.

Negli anni da navigatrice ho comunque sentito la voglia di passare dall’altra parte e provare a divertirmi alla guida e così, diciamo che una volta all’anno mi sono tolta lo sfizio, facendo il Rally Alta Val di Cecina e il Rally Sprint (di casa) della Fettunta. Ho guidato diverse macchine, nelle varie esperienze da pilota: Peugeot 106, Peugeot 306, Opel Astra e la mia amata Clio RS… mettendo dietro diversi maschietti…”

Una donna nel mondo del Rally. Ma non è strano?

“Il rally è uno sport sano che ti regala tante emozioni e nonostante possa sembrare un ambiente prettamente maschile, in realtà le donne sono proprio brave come navigatrici!”

Adesso che Fabio ha stoppato le gare sei “scesa” anche tu? Progetti per il futuro?

“Da qualche anno ho deciso di non mettermi più il casco un po’ per gli impegni lavorativi e un po’ per scelta, probabilmente perché crescendo non si ha più la pazza voglia di prendere dei rischi. Per il 2016 Alessandro Nannini mi ha chiesto di navigarlo ad ottobre al Rally Legend a San Marino ma sinceramente non ho ancora preso una decisione in merito”.

So che avete un’azienda che vi impegna molto, e che di tempo per le auto ne è rimasto poco. Meglio la competizione in gara o quella imprenditoriale?

“Mettiamola così, le competizioni mi piacciono, ma accetto male le sconfitte… Sono come mio marito: voglio vincere!”