Ambientalisti e premier, un feeling che non c’è. Dopo il referendum sulle trivelle (un flop) adesso a tenere banco è lo sviluppo di centrali geotermiche nel territorio amiatino, strombazzato da Renzi dopo un viaggio negli Stati Uniti durante il quale ha inaugurato con alcuni dirigenti di Enel Green Power la prima centrale ibrida di energie rinnovabili. Gli ambientalisti che tanto hanno combattuto contro il governo che ha invitato all’astensione al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa, (il Fai durante la giornate di primavera ha distribuito volantini con tanto di # “faicambiarelItalia” e Legambiente ha organizzato un flash mob a Siena, solo per fare un piccolo excursus su ciò che è accaduto nel nostro territorio) si sono di nuovo mobilitati. Capofila questa volta è la rete nazionale NOGESI, con l’onnipresente Don Andrea Gallo, acronimo di No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante, che il 9 aprile ha organizzato un convegno a Firenze dal titolo “grilliano” “Te la do io la Geotermia!”. Nel mirino questa volta sono le cosidette concessioni “facili” per l’installazione di centrali a media e ad alta entalpia (leggasi nel primo caso fluidi misti di acqua e vapore con un 30% di vapore e nel secondo fluidi di 630 Kcal/kg vapore secco – fonte Enea), causate dalla mancanza di linee guida nazionali. Non solo gli ambientalisti, ma anche i sindaci amiatini sono sul piede di guerra. Il territorio dell’Amiata non è il Nevada, è saturo e prima di parlare Renzi – sostengono – farebbe meglio a studiarsi il contesto economico della zona. Enel Green Power, da parte sua, come sempre si affida all’arma istituzionale del comunicato stampa. Emblematico il caso in cui, lo scorso 8 marzo, a seguito di una “iperemia congiuntivale oculare” ed “eritema” diagnosticata a padre e figlia durante normali prove sul pozzo geotermico ubicato vicino alla propria abitazione, l’Enel risponde citando i dati Arpat, che demanda i controlli alla rete di centraline, controllate sempre da Enel. Anche il Sindaco di Casole d’Elsa, Piero Pii, intervenuto al convegno, ha dichiarato che il suo Comune, insieme a quelli di Radicondoli, Castelnuovo Val di Cecina e Volterra, presenterà alla commissione regionale del paesaggio la richiesta di dichiarazione di alto valore paesaggistico per queste aree, proponendo di istituire una commissione di indagine regionale che faccia il punto sulla geotermia. Commissione che dovrebbe ragionare su un obbligo di valutazione generale di impatto ambientale di tutti i ventiquattro progetti di ricerca geotermica. “Vorrei, inoltre – sottolinea Pii – una risposta chiara su come la Regione Toscana ha utilizzato gli introiti derivanti dal rilascio delle concessioni per ricerche geotermiche. La soluzione potrebbe essere quella di arrivare ad una proposta di legge di iniziativa popolare riguardo ad alcuni esempi positivi di risparmio energetico. Faccio un esempio. Il Comune di Casole è l’unico in tutta la Toscana ad aver effettuato la completa trasformazione degli impianti ad illuminazione pubblica (1200 punti luce) a sistema led già da diciotto mesi. Con il risparmio ottenuto grazie ad una semplice operazione in conto terzi lo abbiamo realizzato senza spendere un euro di finanza pubblica. Potremmo evitare con questo intervento obbligatorio per tutti i Comuni la costruzione di una centrale geotermica!”.