E’ una realtà che si sta concretizzando e ogni sforzo al riguardo è encomiabile. L’importanza della dotazione di macchinari e personale formato al loro utilizzo, leggi e norme della sicurezza anche se ormai alla portata della conoscenza di tutti non deve adagiarsi e l’attenzione deve rimanere massima. Non ci si deve fermare mai e ogni iniziativa diventa lodevole solo per tenere alta l’attenzione al tema e alla necessità di formazione adeguata e dotazioni relative nonostante le norme in tema di sicurezza. Abbiamo chiesto all’assessore Anna Ferretti.

Molti i progetti nella città. Quale il significato di questa ulteriore interazione?

“Questa festa che facciamo scuole comune e associazioni di volontariato vuole prima di tutto dare il senso di una comunità che si incontra, parla, costruisce progetti comuni indirizzati al benessere di tutti. Iniziare questi percorsi di condivisione e di formazione sin da bambini è guardare lontano, con l’obiettivo di avere “domani” giovani e adulti sensibili alle tematiche della salute, dell’aiuto reciproco, consapevoli che solo guardandoci intorno e camminando insieme si possono risolvere i problemi e le difficoltà che nella vita si incontrano. L’altro, il compagno di banco, l’amico di giochi, il nonno che legge sulla panchina, sono persone che vivono accanto a me, sono persone di cui mi devo prendere cura se voglio costruire una città vivibile per tutti. E fare festa, premiare, donare (verranno donati dei defibrillatori) sono momenti che rimangono impressi nella vita e che speriamo lascino un segno nei giovani e negli adulti”.

Una giornata di festa per un’attenzione massima. Sicurezza e accessibilità: non solo barriere architettoniche.

“Sicurezza, accessibilità sono temi molto dibattuti in questo momento. Se parlo di accessibilità e penso alle barriere architettoniche devo dire che ci sono barriere che si possono abbattere (gradini, mezzi pubblici idonei…) e barriere invisibili molto più dure da sconfiggere: l’ignoranza, la diffidenza, l’incomprensione. Basta leggere i giornali di questi giorni: ragazzi che in gita scolastica non vogliono dormire con un disabile, pulmini che non possono portare l’accompagnatore del disabile perché non c’è assicurazione…e ne potrei citare altri. Ma dov’è il problema: nei ragazzi o nella mancanza di una cultura della condivisione, della solidarietà, nella consapevolezza che meno “ghetti” creiamo più stiamo meglio tutti! E anche per la sicurezza credo che potremo mettere telecamere, fare formazione ma se non impariamo a vivere il territorio e le persone che ci abitano con il rispetto, l’attenzione, la cura che rivolgiamo a casa nostra e ai nostri cari non potremo sentirci sicuri”.

I bambini, le famiglie: quale messaggio con queste olimpiadi?

“Queste olimpiadi vogliono dare il senso della fratellanza, della competizione nell’aiutare chi è in difficoltà fatta con gioiosità, con impegno, con attenzione. E’ un acquisire competenze fatto in modo esperienziale e non solo intellettivo, è un modo inclusivo perché tutti si possano sentire parte attiva, è imparare a non avere paura ad avvicinarsi ad una persona che si sente male improvvisamente, ad essere attivi e responsabili, è capire che davanti alla difficoltà non devo voltarmi dall’altra parte, ma “rimboccarmi le maniche” e agire”.

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