Abbiamo un’occasione davvero straordinaria per poter attrarre soldi, intelligenze ed energie sul territorio senese. E per poter dare adeguato valore a quelle che sono già presenti e che, al momento attuale, non riescono ad esprimere tutto quello che potrebbero, in termini di produzione di ricchezza e di buona occupazione. L’avvio del recupero e del restauro delle Mura di Siena – secondo il progetto presentato da Comune e Soprintendenza e finanziato per una prima tranche di 2,2 milioni di euro dal Ministero dei Beni culturali – può infatti essere un punto di partenza formidabile per un’operazione di più ampio respiro internazionale, dalla durata di almeno tre anni, per poter generare un’attenzione concreta verso un territorio che tutti conoscono ed amano, ma che spesso viene percepito in maniera superficiale. Partire dalle Mura perché rappresentano un valore storico, culturale, di identità che sta al di sopra di ogni controversia o schermaglia politica e sulla quale è possibile costruire un consenso generale. Nessuno – seriamente – può essere contrario al fatto che le Mura di Siena tornino ad essere splendenti, visibili, fruibili secondo corrette modalità di visita. E non parlo soltanto dell’aspetto turistico, di cui pure mi occupo professionalmente e che dunque mi sta particolarmente a cuore. Anzi, in questo caso la possibilità di aggiungere un altro elemento di attrazione alla città – che pure è fatto importante – mi appare sinceramente secondario, rispetto alle opportunità che si possono aprire con un’operazione di comunicazione di alto livello e che coinvolga tutti i settori economici del territorio senese. Perché partendo dal dato più semplice – la possibilità di raccogliere fondi per completare il restauro ed il recupero delle mura (per il progetto completo si parla di 8 milioni di euro) – si possono innescare ed attivare interventi di carattere economico molto più forti ed attirare dunque risorse finanziarie e progetti di medio periodo di cui Siena e provincia possono essere luogo privilegiato. La rete di impresa Riel Publishing, editore di questo giornale, crede che proprio la Rete sia la forma imprenditoriale migliore per poter realizzare questo progetto, in quanto permette di operare correttamente sui vari livelli di intervento necessari di raccolta diretta dei fondi e di attività di carattere commerciale, coordinando le singole attività, nella corretta autonomia di ogni soggetto partecipante, sia esso azienda, associazione o singolo individuo. Dunque, un’operazione che apra le porte a grandi sponsor nazionali ed internazionali che vedano in Siena e nel suo territorio un valore aggiunto, ma anche ad eventi ed iniziative culturali che possano attirare pubblico nuovo e di qualità, workshop professionali, iniziative promosse e gestite dalle associazioni del territorio, fino a piccole, ma significative donazioni di persone che amano Siena e vogliono essere mecenati – nelle loro possibilità – di questo progetto di recupero di un bene fondamentale come le Mura.