Un modo del tutto ‘professionale’ di festeggiare l’8 marzo quello del Corecom Toscano in una sala gremita in Regione, multi rappresentata e non, meno male, solo tutta al femminile. Chi fa la notizia, quale la rappresentazione e quali i contenuti. Dal sempre elegante gesto di omaggio floreale del Presidente Sandro Vannini alle relatrici con cui ha presentato e introdotto elegantemente i lavori, si è passati alla parità o non-ancora-parità di genere illustrata dalla Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, allo spaccato di decenni e decenni di esperienza nel settore dove essere donna era a volte più un ostacolo organizzativo che di merito o preconcetto di Sandro Bennucci, Presidente Associazione Stampa Toscana. Con il Prof. Carlo Sorrentino dell’Università degli Studi di Firenze Dipartimento Scienze Politiche e Sociali si è parlato della professione e del suo lato ‘debole’ che tale non è affatto, e non per delle quote rosa che lavino la coscienza di alcuni, quanto per la valenza del contributo della donna visione e approccio o scelta strategica dei contenuti. E per meglio analizzare questo fenomeno, l’incontro è stata l’occasione per la presentazione del Glocal Media Monitoring Project 2015 dell’Osservatorio di Pavia, progetto internazionale sulla rappresentazione delle donne nell’informazione. La ricerca, commissionata dal Corecom della Toscana ha visto partecipi un gruppo di emittenti locali del Lazio, dell’Abruzzo e del Granducato con “l’obbiettivo di aumentare la partecipazione e l’accesso delle donne all’espressione e al decision-making nei media e attraverso le nuove tecnologie e promuovere una rappresentazione bilanciata e non stereotipata delle donne nei media” come ha illustrato, non senza amare sorprese, la ricercatrice Monia Azzolini. Alcuni dati: le donne nelle notizie, come giornaliste o fonti, sono solo il 18,7%, oltre ad essere poco incluse anche nelle così dette hard news, quelle di politica ed economia (appena l’8% nell’informazione politica locale e 15% in quella nazionale). Nelle soft news, relative a Scienze e Salute, Celebrità, Arte, Media, Sport, Società e Giustizia tocca il 24%. Dimezzata la rappresentanza delle donne in politica perché i vertici dei partiti  sono uomini (a loro, quindi, l’onore di stare sotto i riflettori durante le interviste). Diversa la situazione sulla presentazione delle notizie. In Toscana sono il 40,2% le conduttrici di tg giovani e carine, per una media del 47, 5% tra le tre regioni prese in considerazione dallo studio. Altra nota dolente, la rappresentazione degli stereotipi delle notizie. Su 554 news prese in considerazione, 160 li alimentano oppure li confermano, mentre solo 20 sfidano gli stereotipi di genere. Tutto questo testimonia che una femminilizzazione della professione è una conquista ancora lontana e che forse, solo attraverso internet, potrò avvenire un processo maggiormente inclusivo per l’altra metà del cielo. Il Prof. Carlo Sorrentino ha sottolineato come mentre le donne nei media sembrano essere comunque cresciute, la situazione delle donne sui media è diversa perché è come se definissero una visibilità senza potere in quanto, pur andando in video, non decidono la notiziabilità. Sono poche le donne che ricoprono posizioni apicali nel mondo dell’informazione. La via d’uscita? Forse luoghi di approfondimento informativo e tematizzato sul web per toglierle dall’isolamento”. Insomma, sembra che la ‘differenza di genere’ ancora vada per la maggiore e la necessità di abbattimento delle tristemente solite barriere tra ‘uomo-donna’, testimonia il grande lavoro che c’è ancora da fare.