Per gli ambientalisti è semplicemente un distruttore. Che non seleziona ciò che, invece, dovrebbe essere selezionato, salvato, preservato. A Legambiente Circolo di Siena e a WWF Siena, il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, con sede a Grosseto, oltre ad essere considerato un ente inutile, fa male, e molto, alla biodiversità. Per altri cittadini è solo un poltronificio di politici trombati. All’incontro in comune svoltosi l’11 febbraio scorso ne abbiamo viste di tutti i colori: contestazioni verbali, pugni sbattuti e fogli svolazzanti sul tavolo dei relatori e fischi all’indirizzo del Dr. Marco Bottino, presidente Urbat, Unione Regionale per le Bonifiche. articolo ambiente e Consorzio di Bonifica foto 2 arbia_pianellaAlla maggioranza dei partecipanti la cura renziana di riduzione del numero dei consorzi non è sufficiente (anche perché, sostengono molti, si tratta di una finta rottamazione). Qualcuno (leggi Comitato Val di Merse) rimpiange la tanto cara, vecchia, amata, forestale, che invece, non doveva essere assolutamente rottamata. L’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, naturalmente, elogia la cura dimagrante del governo, dichiarando che “la riduzione a sei consorzi è sinonimo di semplificazione, maggiore presenza ed operatività oltre che garanzia di equilibrio tra sicurezza idraulica e tutela naturalistica”. Bottino, da parte sua, rimbrotta i cittadini di Siena, Firenze e Lucca che non pagano il tributo al Consorzio, tanto che, parole sue, “nel capoluogo di regione abbiamo dovuto fare una convenzione con il Comune”. I cittadini, sul mancato tributo, citano la legge sui consorzi: “deve essere pagato solo da coloro che hanno un beneficio diretto e specifico dalle opere del consorzio stesso” (che sta per “potere di imporre contributi esclusivamente in presenza di opere di bonifica effettivamente funzionanti e produttive di benefici specifici e diretti sui fondi ricompresi nel proprio ambito di competenza istituzionale – fonte www.filodiritto.com).

“Il cattivo stato di manutenzione in cui abbiamo trovato il territorio ha causato l’invasività degli interventi – aggiunge Bottino – soprattutto in territori soggetti ad alluvioni, mentre, dove non abbiamo riscontrato pericolo, gli interventi sono stati di natura conservativa”. Ma gli ambientalisti rumoreggiano e protestano. “I consorzi non hanno gli strumenti per interfacciarsi con la normativa in materia di tutela dell’ambiente – dichiara Tommaso Addabbo, responsabile della struttura provinciale del WWF Italia – perché all’interno degli stessi non vi sono esperti di normativa ambientale e tecnici naturalisti.

articolo ambiente e Consorzio di Bonifica foto 3 riluogo Il risultato è uno solo: un peggioramento della qualità fluviale”. “Chiediamo che i piani di taglio e gli incarichi alle ditte che si occupano dello stesso siano resi pubblici e che la qualità della flora e della fauna non siano alterati dai tagli – gli fa eco Francesca Casini, Presidente del Circolo di Siena di Legambiente – auspicando anche una più fattiva collaborazione con i dipartimenti di ecologia e di scienze della terra dell’Università degli Studi di Siena. Sul portale del Consorzio i piani di taglio non ci sono e l’incarico alle ditte viene dato a costo zero perché il loro guadagno è la legna. Peccato, però, che, rispetto al piano di taglio, si evince che le quantità di questa siano eccessive. Da qui auspichiamo un maggiore controllo da parte del Consorzio. Ricordiamo, inoltre, che la Regione, negli anni, ha emanato leggi guida su come effettuare questi tagli, ma il risultato è stato il seguente: sono stati effettuati contro le leggi. Non siamo sfavorevoli al taglio in generale, necessario per ragioni di sicurezza, ma per il taglio indiscriminato, che provoca l’eliminazione della differenziazione arbustiva, erbacea ed arborea, habitat di uccelli, mammiferi ed invertebrati. Le conseguenze sono la rinascita di piante di minor pregio, che si adattano a tutti gli ambienti, ed un terreno maggiormente esposto alle intemperie”.