Siena, città turistica, tra le più famose e visitate. Si è dibattuto per anni e lo si farà ancora per tanto tempo, se sia più opportuno un turismo di massa o di èlite.  Gli elementi, però, ancora irrisolti e che probabilmente sono la conseguenza diretta del turismo di massa, sono la questione delle recensioni e del decoro. Questione solo di sensibilità? Partiamo dall’aspetto delle recensioni web che anche quest’estate hanno fatto tanto discutere. Tantissime opinioni sull’onnipotente Tripadvisor, ma anche qualcuna negativa. Ed ecco che quella negativa può essere spunto di riflessione, di domande ed anche, immancabile, di dibattito politico. Siamo troppo Tripadvisor dipendenti? Da tempo è in corso una sorta di “guerra” delle recensioni che sembra difficile da gestire. Può un post negativo su TripAdvisor “macchiare” l’immagine di una città e di una comunità intera? Un tema su cui l’assessore al Turismo di Siena, Sonia, parlando con Isiena, ha spiegato che “TripAdvisor è una realtà che esiste ed ha una notorietà a livello mondiale. Può non piacerci ma esiste e come tutte le cose che vanno avanti indipendentemente da noi, vanno gestite e se possibile utilizzate a nostro favore. Poi, nel nostro privato, possiamo usarlo o meno. Io non lo uso, non ci scrivo (l’ho fatto solo in rarissime occasioni) e non lo consulto per le mie cose, solo perché sono convinta che fuori dalle solite liste ci siano centinaia di alberghi e ristoranti che meritino di essere visitati ma che non sono lì”.  Insomma TripAdvisor “è uno di quegli strumenti che ‘manda tutti nella stessa direzione’: un locale ha recensioni positive, tante? Bene allora ci vado anche io. E così si finisce tutti per andare negli stessi posti”. Al tempo stesso TripAdvisor “è uno strumento che aiuta le imprese/destinazioni perché la tendenza è di consultarlo ed è chiaro che le recensioni negative fanno male, così come quelle positive portano gente. Ma se si da peso a quelle negative, va dato il giusto peso anche a quelle positive. E su Siena, come destinazione e come operatori, il sentiment sul web è molto positivo. E’ una destinazione sognata, e poi amata. Quello che possiamo fare è alimentare il sentiment positivo, ‘raccontare le storie’ con l’obiettivo di aumentare la memorabilità dell’esperienza.  Quello che non andrebbe fatto è invece utilizzare i canali del web che hanno lo spirito di ‘comunicare positivamente’ una destinazione o un’impresa per distruggere il lavoro di altri, per battibecchi politici  o malcontento legato al vivere nella nostra città”. In definitiva però “se si lavora bene, le opinioni positive prevarranno su quelle negative”. C’è poi la questione del decoro: Scritte, lattine, picnic sui gradini di una Chiesa, sdraiarsi in Piazza del Campo, usare la conchiglia come “parcheggio” per bici. Indimenticabile, quest’estate il picnic di turisti francesi con tanto di fornellino sulle scale della Chiesa di San Vigilio il giorno del Palio di Agosto che ha aperto un dibattito sul rispetto della città e dei suoi simboli. “Banchettare con tanto di pentola davanti ad una chiesa è indecoroso e irrispettoso. Non si tratta di distinguere tra turisti ad alta capacità di spesa, o meno, ma di turisti educati o meno. Noi con la reintroduzione degli spazzini in piazza del campo o nelle zone del centro, abbiamo migliorato “il senso” dell’ordine, le persone quando li vedono sono più attente e rispettose dell’ambiente che li circonda. Le due guardie sempre presenti davanti a palazzo limitano i bivacchi. Appena riusciremo ad introdurre una cartellonistica e le segnalazioni adeguate (alla quale stiamo lavorando) la comunicazione in questo senso sarà migliorata”. E speriamo che questo basti a ‘educare’ i visitatori.