Ci siamo arricchiti ufficialmente di un nuovo bene culturale e ne viene data qui notizia per la prima volta.

Un decreto del Ministero dei beni culturali ha dichiarato di “interesse particolarmente importante” la Fonte battezzata come  “dell’Onda”, e l’ha sottoposta alla tutela del Codice relativo.

La novità si inserisce bene nel clima di giusto entusiasmo che si è creato grazie alla sinergia Comune-Soprintendenza-volontariato-contrade per il progettato parco delle Mura che, dopo la valle di Follonica, investirà anche la valle di Porta Giustizia.

La Fonte non era del tutto sconosciuta. “Canale Tre” già nel 2000 grazie ad Andrea Brogi e Maurizio Bianchini coadiuvati dai vigili del fuoco ci guidò nei cunicoli che dai giardini di alcuni palazzi di via Duprè si affacciano sulla valle di Porta Giustizia.

Solo la collaborazione dei volontari della “Diana”, e in particolare di Claudio Mugnaini, ha però consentito ora di pervenire con i proprietari locali al riconoscimento ufficiale del ‘monumento’ grazie alla relazione di Felicia Rotundo della Soprintendenza.

Ma perché “Fonte dell’Onda”? Perché l’acqua che sgorga perenne, oggi in modo modesto (ma non è detto che così fosse in passato), proviene da 4/5 metri sotto via Duprè, cioè grosso modo alla stessa quota profonda della Fonte del Casato e di Fontanella.

Proviene dal cuore del rione, quindi, che ha addirittura pozzi sempre attivi entro abitati vicini. I collegamenti però sono tutti da accertare ancora. La stessa antichità della fonte è da studiare, ma è opera certamente di molti interventi effettuati in epoche diverse. Nella sua parte più antica sembra potersi datare a periodo anteriore agli insediamenti di via Duprè verso valle (quelli verso monte hanno inglobato mura del 1100/1200). Nel corso del 1200/1300? Solo ricerche archeologiche apposite potranno dire qualcosa di preciso. Può darsi che in origine una canalina fosse destinata semplicemente a governare le acque per costruire fuori di quelle mura antiche (seconda/terza cerchia).

Ma che relazione ebbe la fonte con le mura successive, del primo Duecento ora inglobate entro le proprietà private dei giardini? Poteva anche alimentare una fonte pubblica minore vicino alle ‘nuove’ mura. Queste derivarono dal prolungamento dell’arco di Sant’Agata, essendo comprese nel complesso di San Giuseppe per svoltare poi verso piazza del Mercato.

Sono infatti ben visibili sotto l’ex-Policarpo Bandini e di seguito sotto i cosiddetti ‘palazzetti’; poi ancora sotto la ‘terra’ sistemata dalla Contrada dell’Onda. In quel modo le mura inglobavano finalmente la chiesa di San Salvatore, che gli studi recenti indicano come fuori delle mura nel 1100 come una specie di monastero-‘ospedale’ per i pellegrini diretti in Terrasanta.

Le mura proseguivano per la porta Giustizia detta ‘interna’ (sotto i lavatoi di via del Sole: già ‘fonte del Mercato’) per distinguerla da quella ‘esterna’, oggi interrata e di cui si sta giustamente ideando il recupero per dotare di un nuovo(-antico) accesso il cuore della città. Si realizzerebbe un bel collegamento pedonale-ciclistico  fino a Cerchiaia entro una valle verde intatta.

La fonte del Caccialupi e la nuova dell’Onda potrebbero far parte di un simpatico percorso turistico-culturale che da Porta Giustizia e Porta Tufi metterebbe in diretto collegamento Sant’Agostino /Fontanella e il suo prezioso parcheggio con il Mercato.

Lungo il percorso si potrebbe deviare per l’Orto dei Pecci, dove una fonte è tutta da valorizzare (ora in parte sottostante il ristorante) come quella dietro il San Gerolamo e infine quella accanto a Porta Giustizia interna: la grande fonte di cui si è perduta la copertura (gotica, primo Trecento?) con il sicuro degrado e spopolamento dell’area conseguente alla Peste?