#Siena è il giornale del territorio. Come non parlare allora di una delle istituzioni che sono punto di riferimento della città. Ne parliamo con il Provveditore Mario Marzucchi

Pag. 15 Misericordia, una storia secolare di volontari al servizio della città foto 2Chi non conosce l’Istituzione? Ma serve sempre approfondite. La sua storia a Siena

Nonostante che la Misericordia affondi la sua storia fin dal 1250 e quindi sia ben radicata nel territorio del Comune di Siena e zone strettamente limitrofe dove abitano i suoi quasi 12.000 soci, ritengo che siano non pochi coloro che la conoscono esclusivamente per le ambulanze e per il cimitero. Ma la Misericordia è molto di più per cui, anche in considerazione sia dei cambiamenti generazionali che del tessuto delle famiglie è necessario che i nostri sforzi siano rivolti non solo a comprendere  i cambiamenti, ma anche a dare le giuste comunicazioni per farci conoscere e quindi coinvolgere sempre più persone in attività di volontariato o nel sostenere le nostre attività sociali che facciamo sempre più fatica a mantenere ai livelli di qualche anno fa quando le risorse erano molto più di quelle di ora anzi, vorrei dire quando c’erano le risorse.

I cambiamenti. Gli obiettivi, il percorso, le attività

Credo che seppure fra problemi, di varia natura, agli uomini e alle donne della Misericordia si debba il riconoscimento per il fatto di essere stati pronti al cambiamento e, seppure con i piedi per terra, di guardare al futuro con le sue nuove povertà. Quindi, quelle che un tempo sembravano attività da fare per sempre pena la estinzione dell’Istituzione, sono state abbandonate per far posto al “Pubblico” e la Misericordia si è orientata verso altre attività. Quando ci si appresta a percorrere strade nuove ci si domanda sempre se sono strade giuste, strade che coloro che hanno bisogno si attendono da una Istituzione come la Misericordia. E quindi ci sono state cose che abbiamo rispolverato dal passato come l’allestimento della “Bancarella della Solidarietà” per un aiuto materiale ai poveri o la “Protezione Civile” rispolverando ad esempio quello che faceva la Misericordia prima che venisse costituito il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La città è cambiata, i tempi sono cambiati. Come ha risposto l’Ente ai nuovi scenari?

Purtroppo, oltre ai tempi anche la città di Siena è cambiata ed il cambiamento, pur arrivando in ritardo, è stato ancor più deflagrante per le note vicende che hanno colpito Università, Banca, Comune. Certamente anche la Misericordia ha dovuto prendere atto della situazione bloccando nuovi investimenti per poter così concentrare le risorse verso le persone e le famiglie in difficoltà continuando ad erogare servizi sostituendosi a quel “Pubblico” che speriamo possa tornare ad essere il motore del sociale. Poi ci sono le attività nuove come la lotta all’usura grazie alla creazione della “Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’usura onlus”, la Casa di Accoglienza “Domus Concordiae” per mamme e figli maltrattati, le sezioni nei dintorni della città per essere sempre più vicini alla gente, la promozione di un fondo caritativo denominato “Adotta una famiglia” con il quale aiutiamo persone bisognose nel quotidiano o trasportiamo anziani e, disabili ai centri diurni praticando tariffe assolutamente inadeguate al costo. A questo proposito vorrei  rispondere a quei cittadini che ci fanno notare che i servizi vengono fatti grazie ai volontari, che per fare un servizio di trasporto sanitario o sociale ci vogliono mezzi, manutenzione e carburante; e posso dire che sia le fabbriche automobilistiche o le compagnie petrolifere sono tutt’altro che Enti di beneficienza.

Ad oggi, quali le novità e come la città risponde.Pag. 15 Misericordia, una storia secolare di volontari al servizio della città foto 3

Non abbiamo nel nostro orizzonte novità particolari se non quelle di cercare di portare avanti con sempre migliore competenza ed empatia i servizi resi ai nostri cittadini con una formazione personale e professionale rivolta a tutti i nostri volontari vecchi e nuovi. Fra le novità una è quella di supportare aziende, Istituzioni o Società Sportive nella formazione del personale all’utilizzo dei defibrillatori. Un altro settore su cui cerchiamo di destinare qualche risorsa, anche se purtroppo limitata, è quello della cultura con la salvaguardia di opere d’arte che potrebbero andare perdute o nel ricordo di persone che hanno dato lustro alla nostra città, come il confratello Brandano da Petroio o il ricordo che faremo dell’Architetto Vincenzo Passeri che ha dato un contributo non indifferente alla conoscenza del territorio. Altra realizzazione sarà a breve un seppure piccolo ampliamento delle camere della nostra Casa di Riposo conosciuta come Asilo Vecchi Impotenti al Lavoro (AVIL) in virtù del fatto che abbiamo un buon numero di richieste.

Quale la rete di collaborazioni e coinvolgimento per un’azione a tappeto sul territorio.

La città risponde sia con piccole donazioni, a questo proposito voglio mettere in evidenza come sia sempre più frequente che in occasione di lutti le famiglie chiedono di fare offerte al posto dei fiori, o persone che ci ricordano nel loro testamento o cittadini che nella compilazione della loro denuncia dei redditi indicano la Misericordia quale destinataria del loro 5 per mille del cui numero non ci possiamo lamentare. Permettetemi di sfruttare questa intervista per chiedere alla stampa locale di farsi promotrice di una campagna avente l’obiettivo che il 5‰ possa restare nel nostro territorio a prescindere dal beneficiario. Infatti, facendo un calcolo approssimativo ritengo che le segnalazioni del 5‰ che riguardano il nostro territorio  non superino un terzo rispetto al totale, (circa 6/7.000 su 20/21.000 dichiarazioni). Sinceramente su questo punto ci sentiamo schiacciati dalla pubblicità su tutti i mass media che riescono a fare le grandi organizzazioni, pubblicità che viene pagata con una parte del valore rappresentato dalla firma fatta sulla dichiarazione dei redditi. Tenere a Siena tutto il 5‰ potrebbe voler dire avere una “piccola fondazione” su cui le associazioni di volontariato potrebbero continuare a contare.

Celebrazioni e futuro. Una memoria che prepara: quale?

Nel contempo grazie all’impegno di un confratello particolarmente dotato, stiamo allestendo un presepio artistico con l’intento sia di ridare smalto a questa pratica che piano piano è sempre più trascurata e nel contempo raccogliere offerte che verranno destinate alle necessità del progetto “Adotta una famiglia” di cui ho parlato in precedenza. Nel breve stiamo anche pensando alla ricorrenza della festa del Patrono S. Antonio Abate che come sempre sarà un momento in cui sebbene in maniera sintetica daremo alcune informazioni sui servizi svolti nel 2015. Ritengo che la stampa e per questo ringrazio della sensibilità il Vostro periodico, possa dare un importante supporto alle Associazioni come la nostra che, nonostante i tempi, si impegnano a mantenere il welfare ai livelli raggiunti in precedenza. Solo un esempio: se in Toscana i cittadini possono usufruire del trasporto sanitario non di emergenza in maniera gratuita lo devono alle Associazioni di Volontariato, in massima parte a Misericordie e Pubbliche Assistenze, che per la gestione del servizio di emergenza percepiscono rimborsi risibili circa (70.000 Euro annui) rispetto ad altre regioni dove la spesa per il medesimo punto di emergenza supera i 2/300.000 Euro fino ad arrivare in alcuni casi ad oltre 400.000. L’imperativo che ci poniamo è quindi quello di non aumentare ma ci rendiamo conto che da soli, senza Istituzioni e cittadini che ci stanno vicini sarà un cammino molto difficile.