Luca Giglioni, fresco dei suoi 41 anni, è una persona sicuramente interessante da conoscere. Abituati a stereotipi di sportivi pompati, la prima impressione è quella di un atleta improbabile. Ma guardando a fondo, magari provando a mettergli un paio di baffoni e un po’ di peluria sulla testa, il pensiero lo associa alla gracilità di quell’eccezionale atleta che Alessandra di Danimarca, regina d’Inghilterra, volle premiare personalmente dopo la clamorosa squalifica, patita ai Giochi di Londra del 1908.

“Non è il fisico che fa il campione quando si gareggia a piedi sulle lunghe distanze – ci dice Luca -. E’ la testa che conta. Poi naturalmente, oltre la volontà, sono importanti la perseveranza, la cura per la propria preparazione e la capacità dell’organismo di sintetizzare e sostituire le molte calorie che vengono bruciate chilometro dopo chilometro”.

Luca, come Dorando Pietri, ha iniziato in bicicletta il suo percorso di atleta. A vent’anni si era fatto un nome ed era considerato una promessa, ma una caduta lo costrinse al ritiro. Frattura dell’occipitale destro, lesione che poterla raccontare è già indice di buona sorte.

Torna allo sport in età matura. La sua predisposizione allo sforzo fisico lo spinge verso il podismo e le gare di Gran Fondo. Già due anni dopo, i suoi numeri divengono tali da meritargli l’inclusione nel ristretto novero dei supermaratoneti italiani. In un anno, il 2012, percorre in gara 1600 chilometri in 110 singole competizioni. Ad essi vanno aggiunti i 60-70 a settimana che servono per mantenere la preparazione. L’anno successivo si limita ma non scende sotto ai 1100 chilometri. Intanto si lega all’ambiente che lo circonda, in primis i runners della Polisportiva Mens Sana, ma subito dopo – chissà quanti progetti fa mentre corre? –  sente crescere la sua vocazione di assemblare e dare forma agli sbandati, agli isolati, ai liberi pensatori della sua disciplina sportiva: unirli in un modello comunicativo e organizzare gare su tutto il territorio nazionale. E non solo.

“Vedete – specifica Luca – il podismo è oggi lo sport che pur non incassando granché dalle televisioni, risulta il più praticato. Perché i suoi costi sono minimi, perché serve a dimagrire, perché è salute, perché è socializzazione. Ad esso è tra l’altro collegabile l’indotto del turismo sportivo, ed anche del turismo religioso. Noi non viviamo questo per raccogliere alla fine medaglie e diplomi da incorniciare. L’unico “oro” a cui sento di ambire è quello di portare sempre più sportivi in Italia e specialmente nella nostra bellissima provincia. In questi anni, mi sono fatto un vanto, di una considerazione  che Giovanni Buccianti, preside del mio corso di laurea, estese anche a me: siamo persone  che vedono più lontano di quanto vede la società comune”.

Un senese dunque che aggiunge parole per sostanziare quello che i fatti già dicono e cioè che è immune dall’immobilismo che pervade Siena. I suoi studi lo ha completati con un master di comunicazione a Pisa, poi ha cercato di esprimersi in diverse strade, non ultima quella dell’editoria, ma…

Ecco ora sembra di rivedercelo davanti per l’intervista. Sandali al piede nonostante i primi rigori dell’autunno e una gioiosità che lo pervade. “Basta parlare di me. Siamo qui per un’altra cosa”. Eh, già. In una provincia già ricca di eventi di maratona e ultramaratona, in un ambiente che giustamente celebra il recente successo dell’EcoMaratona del Chianti, sta per andare in scena un’altra “prima”, la Maratona della Val di Merse.

Quasi interamente su percorso boschivo, sulle colline “morbide” tra Sovicille e Monticiano è in programma il prossimo 15 novembre. Non vedrà di certo la presenza dei cronoman di maggior spessore internazionale giacché la percorrenza ed il terreno non decreteranno tempi da record, ma i buoni uffici di Luca, che è coordinatore regionale Aics, l’hanno fatta includere fra le gare che assegneranno il campionato italiano della specialità e la classifica Iuta. I sindaci di Sovicille e Monticiano l’hanno immediatamente appoggiata, perché rappresenterà un certa passerella di quel “soave locu” che è dominio quasi esclusivo di cacciatori e fungaioli. Lambirà i mulini del Merse e circonderà il poggio di Saena Vetus. Il tam tam dei siti specializzati per promuoverla ed indicarla fra gli appuntamenti “top” ai podisti italiani è già iniziato.

“Tra i partenti – ci ricorda Luca – avremmo anche un onorevole, il milanese Paolo Cova che intratterrà l’uditorio dell’Arci di Rosia il giorno precedente sulla tematica dell’antidoping. Ma soprattutto ci attendiamo molto interesse anche per le diverse distanze della competizione. Trainanti chiaramente saranno la 42 e la 52 chilometri, ma ci saranno anche la 10 e la 20 chilometri e un percorso per gli appassionati di Nordic Walking. Il nostro focus è che questa maratona, forse l’unica nel suo genere, dà la garanzia a tutti di respirare verde”.

E Luca lo dice convinto; non tanto per fare l’imbonitore. Anzi è assolutamente certo che la gente non mancherà, perché crede moltissimo nella giustezza di questo appuntamento. “E’ un po’ come correre l’ultramaratona. E’ una sfida che per prima cosa ci oppone a noi stessi, che porta il nostro corpo oltre i propri limiti. Se Colombo non si fosse sfidato non sarebbe mai giunto nelle Americhe. La nostra sfida è di creare un altro evento che possa un giorno diventare internazionale. Vedete, c’è tanta attenzione a questi eventi. Me ne accorsi correndo a Nizza e vedendo che là era la città di Los Angeles che organizzava l’evento. Quando si avvia qualcosa che è bello e sostenibile il mondo è attento nel percepirlo e sostenerlo. Credo che la Val di Merse meriti una passerella altrettanto importante”.

E quindi, segnate l’appuntamento in agenda. Per chi si vuole iscrivere, il contatto più facile è online, sul sito di www.sienamarathon.it. Ricordando però che comunque serve avere un certificato medico annuale, magari già lo avete, che attesti l’idoneità a correre.