Chiusi. Immobili, urbanistica, Stazione dell’Alta Velocità e molto altro. Chiusi, da tempo è al centro dell’attenzione mediatica per vari aspetti politici e non. Quale la realtà immobiliare nella cittadina etrusca? Quali le prospettive dopo l’approvazione del regolamento urbanistico? Cosa potrebbe cambiare nel caso in cui Chiusi fosse scelta come stazione dell’Alta Velocità? Abbiamo fatto qualche domanda al “reggente” Juri Bettollini e all’Assessore all’Urbanistica, Gianluca Sonnini.

Situazione urbanistica a chiusi a partire da nuovo regolamento…

  1. Intanto una piccola parentesi per quello che è stato in passato, in cui la nostra città è cresciuta per 35 anni senza un adeguato piano di programmazione urbanistica, ricorrendo a varianti ad un piano regolatore degli anni ‘70. Si è determinato in questo modo un sovrapporsi di norme che rendevano complesso autorizzare gli interventi edilizi a danno di opportunità di sviluppo che la nostra città avrebbe potuto cogliere. Con il piano strutturale, approvato dal consiglio comunale nel 2012, la nostra Amministrazione non si e’ limitata a fornire quel quadro generale di programmazione mancata per anni, ma e’ voluta andare oltre il proprio programma elettorale, affrontando il percorso verso l’approvazione del piano operativo, con il quale, essendo uno strumento esecutivo che individua e disciplina la trasformazione del territorio, Chiusi potrà ambire a crescere e proiettarsi verso il futuro.

Un po’ di numeri del nostro piano operativo: 112 aree di trasformazione per una superficie complessiva di mq 147.811,00 di cui il 40% derivante dal recupero del patrimonio edilizio esistente; il 47% nuovo impegno di suolo, ovvero completamento di aree già urbanizzate derivante da precedenti previsioni urbanistiche; il 13% nuova urbanizzazione relativa a nuove previsioni. In sintesi si tratta di un Piano Operativo fortemente votato al recupero, che conferma anche le vecchie previsioni  e che guarda al futuro con una nuova urbanizzazione sostenibile in linea con quelle che sono le esigenze di crescita e di sviluppo della nostra città. Questo risultato è stato possibile grazie al contributo di molti cittadini che hanno dato valide indicazioni nella redazione sia del Piano Strutturale che successivamente del Piano Operativo. Non ci dobbiamo dimenticare che alla base del piano operativo, partendo dal principio della salvaguardia del paesaggio e delle nostre campagne, ci sono una serie di concetti che discendono dallo stesso piano strutturale di cui esso è il figlio, come ad esempio favorire il recupero di grandi contenitori come la ex fornace e l’ex frigomacello; incentivare il recupero degli edifici consentendo gli ampliamenti con l’accorpamento dei volumi esistenti; favorire le nuove edificazioni con la prevalenza dei terreni di proprietà pubblica; garantire il secondo accesso al centro storico. L’obiettivo della nostra amministrazione è sempre stato quello di favorire lo sviluppo della nostra città permettendole di essere pronta a cogliere nuove opportunità di crescita a vantaggio non di noi stessi ma delle generazioni future, ecco forse è proprio questo il pilastro principale sul quale questo piano operativo si basa.

I prezzi case a Chiusi… costano troppo? Troppo poco?

  1. I prezzi sono parametrati a quelli della zona, la difficile situazione economica che stiamo vivendo ha inevitabilmente sterilizzato il mercato degli immobili, l’incertezza lavorativa e la ristrettezza da parte delle banche hanno reso sempre più difficile l’accesso al credito da parte delle famiglie e delle giovani coppie e rispetto al panorama nazionale chiusi non poteva rappresentare una eccezione. Si deve ovviamente distinguere tra il centro storico e le campagne, dove esistono immobili di pregio che hanno una maggiore tenuta del prezzo anche in una situazione di mercato debole, e le zone più propriamente residenziali, come Chiusi Scalo e le frazioni , in cui le compravendite hanno subito un rallentamento dovuto alle cause già evidenziate e come ovvio un abbassamento delle valutazioni. Con il Piano Operativo avremmo nuove norme che offriranno ulteriori possibilità ai nostri cittadini consentendo loro interventi attesi da anni, inoltre la precedenza che verrà data alle nuove costruzioni di edilizia convenzionata su proprietà pubblica rappresenterà una valida alternativa alla costruzione tradizionale. Tutto ciò potrebbe determinare una maggiore attrattività favorendo in alcuni casi il ritorno di tutti quei concittadini che negli anni passati avevano scelto di acquistare casa nei comuni limitrofi.

 

Cosa potrebbe cambiare per Chiusi anche sul piano immobiliare se fosse scelta come stazione Av?

  1. Dobbiamo crederci e sperare che venga presa la migliore decisione nel più breve tempo possibile, soprattutto se si pensa che essa porterebbe un indubbio valore aggiunto a Chiusi, all’intera area di Siena, alle sue Terre, al Trasimeno e all’Orvietano, in termini sia turistici che economici. Oggi più che mai poter pensare di raggiungere Milano in poco meno di due ore, così come Roma o Firenze in 40 minuti, è di fondamentale importanza per la competitività di tutta la nostra area. Poi è chiaro, in questa battaglia così come in politica, si può vincere o perdere, ma di certo non averci provato avrebbe significato già aver perso. Dal punto di vista immobiliare immagino una importante ricaduta in primis per gli immobili non residenziali visto che una nuova stazione dell’av porterebbe con se la nascita e la crescita di attività connesse ai trasporti, alla logistica e al turismo, potremmo assistere allo stesso tempo a nuovi benefici per l’edilizia residenziale perché Chiusi, potrebbe essere scelta come residenza da nuovi lavoratori ma allo stesso tempo anche come valido punto di partenza dai pendolari.

Sonnini, un commento sulla tua esperienza da assessore all’Urbanistica?

  1. Senza dubbio si tratta di una esperienza positiva, soprattutto in una fase delicata come questa per la ns amministrazione. Mancano poco più di 6 mesi alla prossima campagna elettorale e una gestione sbagliata di questo assessorato potrebbe essere decisiva. Si tratta di una materia complessa, con la quale prima d’ora non avevo avuto modo di confrontarmi così in profondità, ma grazie alla collaborazione dei tecnici comunali e dei professionisti che hanno lavorato alla redazione del Piano Operativo so che riuscirò a capire quali sono le scelte più giuste per la nostra città.

Bettollini, si aspettava di diventare sindaco, qualche anno fa?

Sinceramente no, anche se si diventa Sindaco solo con le elezioni; in questo momento sono Vice Sindaco e svolgo la funzione del Sindaco, con tutte le responsabilità ed i doveri che sono in capo al primo cittadino; lo faccio con amore e spirito di servizio. Stesso spirito col quale ho affrontato già dall’inizio il mandato amministrativo durante il quale Stefano Scaramelli mi aveva affidato il ruolo di Assessore al Bilancio e Personale del Comune di Chiusi. Oggi sono qua con l’unico obiettivo di servire al meglio la Giunta Comunale,  il gruppo di maggioranza e  tutta la cittadinanza; per fare questo stò cercando di mettere in campo tutta la mia disponibilità, umiltà, coraggio e determinazione per contribuire al progetto di cambiamento della nostra città. Un cambiamento fatto di normalità, di semplicità, di vicinanza, di sentimento e di amore. Concluderò tra pochi mesi questa esperienza di traghettatore e poi saranno i cittadini che sceglieranno il loro Sindaco.