La casa di produzione Kahuna film, società indipendente che lavora nel campo dell’audiovisivo, torna a lavoro con un nuovo film intitolato Bhavacakra di Lorenzo Santoni, giovane regista di corti grossetano laureatosi in Scienze dei Beni culturali, con indirizzo in Cinema, Musica e Teatro all’Università degli Studi di Siena.

Parlando con uno dei due soci fondatori della Kahuna Film Francesco Bruschettini, già intervistato per la presentazione di un altro loro lavoro al Festival di Venezia di quest’anno, ovvero la serie “The Cide, di cui abbiamo parlato nello scorso numero, scopro da dove e come nasce questa idea di lanciarsi nel mercato cinematografico italiano.

Nome singolare! Il film The big kahuna c’entra qualcosa?

Mah, i riferimenti sono tanti, compreso il film che hai appena citato.  Diciamo che tutto parte dall’amore che io e Francesco (Cimpanelli, suo socio ndr) abbiamo sia per il cinema che per gli hamburger. Si, oltre all’idea di mettersi a lavoro insieme, anche le nostre decisioni, più o meno importanti, le prendiamo sempre davanti a un bel piatto di hamburger e patatine. Così volevamo mettere insieme il nostro amore per il cinema e quello per il cibo e Kahuna era la parola che riusciva a racchiuderli entrambi. Basta pensare al film Pulp Fiction di Quentin Tarantino dove appunto il Big Kahuna Burger è il panino che Samuel L. Jackson addenta prima di trucidare, insieme al suo partner John Travolta, i ragazzi che hanno rubato i soldi al loro capo Marsellus Wallace. Viene citato anche in altri film di Tarantino, come Four Rooms, Grindhouse – A prova di morte e Le iene, ma non solo. Lo troviamo anche nel film Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez…

Dove è cominciata questa avventura?

Tra i banchi di scuola, al centro sperimentale. Essendoci solo 8 posti disponibili per conseguire il corso di produzione è chiaro che tra noi studenti, come del resto tra noi e i professori, si stringa un legame particolare, vivendosi a pieno tutti i giorni. Ed è partendo da qui che ci è venuta l’idea di fondare qualcosa di nostro e di innovativo.

Un salto nel buio?

Beh ci vuole coraggio per intraprendere un’avventura del genere. Ma volevamo creare una giovane realtà che appunto portasse delle novità sugli schermi.

Tra le diverse produzioni seguite, tra le quali anche il corto Monde ayahuasca di Federico Cianferoni, regista di Radda in Chianti, che è stato accolto a Cannes in questo 2015 pieno di soddisfazioni, siete stati anche invitati a Venezia  per la presentazione di The Cide. Morale alle stelle immagino!

È stata un’emozione incredibile, ma non solo perché portavamo un nostro prodotto all’attenzione internazionale, ma anche perché sono stato invitato insieme al regista di The cide a una tavola rotonda sull’utilizzo delle Web Series e della programmazione di audiovisivi sulla rete on demand. Lì mi sono ritrovato di fronte a Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico e regista italiano, ma soprattutto mio insegnante al centro sperimentale. È stata una bellissima esperienza, davvero.

Progetti futuri?

Mentre aspettiamo il riscontro del pubblico sulla nostra serie abbiamo in produzione il cortometraggio Bhavacakra di Lorenzo, le cui riprese cominceranno a Novembre. E poi…

To be continued…