Determinazione, competenza, amore per la sua terra. Quando finisci di parlare con Gioia Cresti sono queste le sensazioni che ti ha trasmesso questa donna del vino che ha fatto parlare di Siena perfino in Giappone dove, nel febbraio scorso, è stata nominata Best Woman Winemaker 2015.

Un riconoscimento al lavoro e alla passione “per l’agricoltura e la natura che ho sempre avuto, fin da piccola”, racconta. Gioia Cresti nasce nel cuore di Siena in una famiglia di costruttori edili e perde il babbo ad appena 4 anni. E mentre i fratelli più grandi restano nel settore delle costruzioni, lei prende un’altra strada: “In famiglia c’era la passione per il vino: mio padre alla fine degli anni Sessanta aveva acquistato due aziende, una nel Chianti e l’altra sotto Montalcino. Purtroppo è venuto a mancare troppo presto ma io, crescendo, ho deciso che da ‘grande’ mi sarei occupate delle aziende”. Si così iscrive all’Istituto di Agraria di Siena (“sfidando l’ira di mia madre che non la vedeva come una scuola adatta a una ragazza e infatti in classe ero circondata solo da maschietti…”, ricorda) e dopo il diploma in Viticoltura ed Enologia inizia a divedersi tra il Chianti e Montalcino. Conosce enologi affermati e comincia a seguire corsi in Francia: “Da noi non esisteva una facoltà di enologia e così in quegli anni facevo la spola tra Siena e Bordeaux”, racconta. Anni di sacrificio e lavoro che “mi hanno permesso di fare tante belle esperienze e cominciare a lavorare come consulente e al tempo stesso di portare avanti la mia azienda. Piano piano,  insomma, mi sono fatta strada nell’enologia”, spiega. Strada che l’ha portata nel febbraio scorso a ricevere il premio di ‘donna del vino’ dell’anno: “Ero di ritorno dagli Stati Uniti per un viaggio di lavoro quando mi è arrivata la comunicazione che ero stata nominata Best Woman Winemaker of the Year in Giappone. Di getto ho pensato quasi che si trattasse di uno scherzo e invece mi sono dovuta mettere subito a cercare un volo per l’atra parte del Mondo per andare a ritirare il premio. E’ stata una bella soddisfazione perché si è trattato della seconda edizione di questo titolo: nel 2014 ha vinto una francese e quest’anno io. Ora a febbraio tornerò in Giappone a consegnare lo scettro nelle mani della prossima Best Woman Winemaker”.

Ma quanto è difficile per una donna lavorare in un mondo, quello del vino, ancora molto maschile? “Non è stato facile emergere come donna, senz’altro è necessario possedere una bella dose di costanza e superare tante prove. Oggi le cose stanno cambiando anche se il mondo dell’agricoltura e del vino restano territorio prettamente maschile”, risponde, svelando uno dei segreti del suo successo: “La cosa più bella è imparare e quando hai l’umiltà di ascoltare e apprendere le porte alla fine si aprono: entri in un mondo affascinante perché l’agricoltura è soprattutto cultura e rispetto del territorio. E’ stato tanto difficile quanto è bello ora. Quando mi sono approcciata a questo mondo – prosegue – ho vissuto fianco a fianco con tante persone che mi hanno insegnato una vera e propria filosofia di vita. Così ancora oggi, quando ho i miei pensieri, mi metto gli scarponi e vado a fare un giro tra le vigne”.

Il lavoro in campagna riesce infatti ancora a trasmettere un’immagine di poesia: “Come qualsiasi altro settore anche l’agricoltura si è evoluta al passo con i tempi ma c’è ancora tanta poesia e tanto ‘bello’ – spiega Gioia Cresti -: finché resisteranno i nostri ‘vecchi’, nei campi si potranno conoscere persone straordinarie, in grado di farti innamorare di questa terra. Purtroppo non sempre i senesi si accorgono di questo patrimonio di straordinaria bellezza: qui abbiamo le più importanti e storiche denominazione di vino legate a luoghi che tutto il mondo ci invidia”. Bellezze conosciute ovunque anche grazie a chi, come Gioia Cresti, esporta Siena e un pezzo di Toscana a migliaia di chilometri di distanza: in quel bicchiere che si riempie negli Usa o in Giappone c’è infatti un vino che racconta la straordinarietà di questo territorio e delle persone che ancora oggi ci lavorano.