Svegliarsi molto presto la mattina e, per andare a scuola, dover prendere un autobus… una routine, direte. Sì, ma che può trasformarsi in una vera e propria avventura.

Per molti studenti, infatti, non è cosa semplice. Nelle ore di punta, sui pullman non c’è abbastanza spazio e gli autisti non possono far rimanere persone in piedi. Perciò tocca aspettare il pullman successivo e, a volte, anche questo non è sufficiente.

Si può aspettare anche peri quaranta minuti e poi, una volta saliti, trovarsi imbottigliati nel traffico, con il risultato di arrivare a scuola in ritardo. Per gli studenti, quelli minorenni in particolare, si apre il calvario della giustificazione del loro ritardo, ma i fogli necessari si trovano solo agli uffici Tiemme alla Lizza. La scelta spesso obbligata resta quella di entrare alla seconda ora. Una scelta che incide sulla vita scolastica degli studenti in termini di giudizio e di voto di condotta.

Questa descritta è la situazione frequente dei giovani che arrivano alle scuole senesi da Staggia, Castellina in Chianti, Buonconvento, Castelnuovo Berardenga e da altre zone nella provincia e non solo.

Tuttavia i problemi dei trasporti scolastici per gli studenti non si fermano qui: i bus stessi, essendo vecchi, sovrautilizzati e fatti oggetto di carente manutenzione, hanno problemi strutturali come infiltrazioni d’acqua nelle giornate di pioggia, seggiolini rotti, porte che non si aprono, pulsanti per la prenotazione della fermata e obliteratori non funzionanti.

“Ci lasciano a piedi”… “Non abbiamo dove sederci e siamo tutti accalcati”… “Ci piove in capo!”… “Io il biglietto l’ho fatto,ma dove lo timbro?”…  Queste alcune affermazioni ricorrenti di molti studenti che utilizzano questi servizi. Oltretutto i prezzi degli abbonamenti annuali sono salati; si può arrivare anche a circa 500 euro l’anno. E per cosa? Per non ottenere il servizio promesso.

Alcune famiglie che hanno a loro carico anche più di uno studente lamentano serie difficoltà. Nessun tipo di sconto è previsto per questi nuclei familiari, che sono costretti a pagare cumulativamente anche migliaia di euro. Fino al 2011 erano presenti dei fondi della Regione Toscana che permettevano agli studenti iscritti alle scuole medie superiori di ottenere uno sconto almeno sulle tratte urbane, ma anche questi sono stati tagliati o risultano irraggiungibili ai più.

Per tutti questi disagi l’Unione degli Studenti (un sindacato studentesco) ha promosso una mobilitazione volta a creare un fenomeno di cittadinanza attiva e osservatorio civile, non scartando di allestire in seguito una vera vertenza alle Società che gestiscono i trasporti per ottenere il servizio per cui pagano le famiglie. Il sito si arricchisce costantemente di segnalazioni, specialmente dalle aree di Siena e di Pisa. Nella nostra provincia è stata salutata dagli studenti la recente iniziativa del quotidiano la Nazione che ha inviato il proprio corrispondente Marco Brogi a fare un reportage sui bus degli studenti. L’invito dell’Udu è quello di visitare e condividere la loro pagina Facebook dedicata “Mi muovo-Toscana“; in essa si trovano testimonianze e foto, oltre a richieste di invio segnalazioni a chi è in grado di documentarle.

L’augurio natalizio che anche #Siena condivide è che la documentazione dei disservizi, la crescita del sostegno alla protesta e il consenso alla richiesta legittima di prestazioni adeguate possano stimolare i responsabili (quelli pubblici in particolare) a promuovere miglioramenti e cambiamenti necessari.