Pag. 19 Alla scoperta del mondo segreto del conte Guido Chigi saracini foto 2 Alla luce degli eventi vicini e lontani dalla nostra città, mi viene voglia di fare una riflessione sull’etica. Non voglio entrare in merito a lungaggini filosofiche ma restare nel pragmatico e tangibile. Se andiamo a vedere il significato della parola etica, troviamo definizioni di comportamento, costume, atteggiamento.

Bene, mi voglio fermare proprio al primo significato di questa parola, di cui tutti si riempiono la bocca. Ci si può chiedere perché il sottoscritto si occupi di ciò visto che nella rubrica si  parla di musica. E’ molto semplice, l’etica nella musica è essenziale, l’onestà di intenzione nell’espressione delle note è fondamentale per la chiarezza espressiva del messaggio che si vuol dare, oserei dire che la musica, soprattutto quella che si basa sull’improvvisazione è l'”antipolitica” per antonomasia.

Un distinguo mi pare doveroso per prendere le dovute distanze dalla mera musica commerciale e di consumo. Nel comportamento di un musicista serio, l’etica appunto non deve venire mai meno, anche perché se questo succedesse si sentirebbe, magari non subito, ma dopo qualche minuto l’audience coglierebbe la mancanza di messaggio, a prescindere che il contenuto musicale possa o no piacere.

Così anche nell’insegnamento di tale materia non ci si può esimere dal farlo correttamente. Purtroppo troviamo di frequente scuole dove ciò è fatto spesso per la sola pagnotta, gli insegnanti, infarinati appena da pseudo cultura infondono lezioni di strumento a dir poco approssimative.

Non c’è niente da dire, l’arte del fumo negli occhi è quella più praticata in Italia. A partire dalla politica che ci propone belle parole e illuminazioni umanistiche nelle menti di coloro che praticano questa nobile arte. Si, perché la politica sarebbe un’arte.

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Politica significa fare attività per la moltitudine, cittadinanza. Il paradosso con il significato che odiernamente invece nel tangibile ha assunto è terrificante. Manie di grandezza, approfittare, assolutismo, arroganza… Questo è quello che spesso vedo nella politica, e fin dai più bassi livelli. La mancanza di etica nella maniera più totale. Comportamenti borderline accordati come giusti perché tutti fanno così. Ed è qui lo sbaglio: perché alla fine è colpa anche di chi manda a governare i politici. Noi. Noi che ci lamentiamo siamo i primi spesso a fare i furbetti, da come guidiamo, a come ci rapportiamo con il prossimo. Se possiamo ci piace fregare, farci raccomandare, evitare di lavorare duro. Allora forse i politici ci rappresentano proprio per quello che siamo veramente. Partiamo da una autorieducazione di valori etici. Posso sembrare bacchettone ma vi assicuro che non lo sono. L’intenzione è di divulgare la cultura del buon vivere, attraverso il rispetto per noi stessi e per gli altri. E qui si vede la grandezza della buona musica che anche senza dire parole, ci può trascinare verso una vita più nostra con meno compromessi e più consapevolezza. La capacità di osservare ed ascoltare è quello che ci può far veramente progredire. Facciamolo.