In una crescente stagione di “stati d’animo”, Raffaele Ascheri in arte l’Eretico di Siena è un personaggio che indubbiamente si è esposto per smuovere rendite di posizione divenute sterili e dannose per la città. E se la dovizia di documenti consultati per le sue inchieste, avviate sul proprio blog e quasi tutte riassemblate nelle pubblicazioni librarie di successo dalla “Casta di Siena” in poi, mostra evidentemente come attinga da un sostrato di persone pronte a dargli riservata fiducia, emerge come dato caratterizzante che le spalle (a Siena però si dice il sedere) alla fine ce le abbia messe solo lui. Altri, in passato, sono stati ostracizzati, allontanati dal venticello della delegittimazione, dichiarati anzitempo folli e inaffidabili. Ed anche impoveriti dalla querela o citazione di turno dove la quantificazione dell’onore trafitto assurge a livelli di declamazione adulatoria prescindendo dal mero calcolo del presunto danno emergente e lucro cessante. Poi, quando ci si sposta sul capoluogo regionale, i parametri di giudizio cambiano di colpo e l’autoreferenzialità senese patisce umiliazioni cocenti. Tuttavia, l’antidoto dell’Eretico sta nel fatto che le sue liti giudiziarie l’ha tutte vinte. E l’ha vinte perché come si definiva agli albori del suo blog, lui il giornalista non l’ha mai fatto. Nelle prime pubblicazioni si è presentato come archivista ed i suoi scoop li ha realizzati meramente componendo collage di cose già scritte sulla stampa cittadina. L’essersi imposto di avere una memoria raziocinante gli ha consentito di riportare il soggetto della sua attenzione sempre a confrontarsi con cose da lui dette o fatte nel passato. E che l’Eretico, e pochi altri, in una città dove la capacità di ricordare è precedente al XVI secolo, non avevano dimenticato. Poi l’importanza del blog è cresciuta ed ha via via potuto contare su documenti che testimoniavano la sua capacità di rendicontare il fatto specifico. Troviamo Raffaele con quel suo fare divenuto ieratico di uomo che ha conosciuto diversi mondi prima di scegliere quello di appartenenza. Insegnante per studenti medi di italiano e storia vede in questo la sua indipendenza dai poteri cittadini. Verso quest’ultimi non nutre animosità, nonostante il confronto ormai quasi quotidiano, ma definisce la sua mission in modo chiaro. “Io credo che debba realizzarsi un’alternanza nel potere cittadino. Senza non ci sarà un futuro. Ma sia chiaro che la mia posizione rispetto a chi verrà è indifferente. Non intendo schierarmi per un’organizzazione politica. L’unico rimpianto che ho è di tipo professionale, cioè di non aver manifestato nel 2013 con maggior chiarezza qualche dubbio che già c’era sullo sviluppo urbanistico che si era realizzato a Monteriggioni”. Ma come? L’aver rappresentato il baluardo e la scintilla di ogni nuova inchiesta contro la casta cittadina ti farebbe avere consensi che vanno al di là dei tuoi followers…“Sì, forse, ma resta un no. Per due motivi. In primo luogo perché non mi sento portato per fare l’amministratore della città. Non ho capacità di mediare, farei peggio dei miei predecessori. In seconda battuta sarebbero in tanti a voler strumentalizzare quello che ho fatto, dicendo che avevo il fine ultimo di prendere il potere. Non sono fatto così. Ed anzi anche con l’Eretico vorrei chiuderla”. Pag. 5 Solo 10 anni per la Casta di Siena Raffaele AscheriE’ una notiziona. Ma perché? Sono indubbi i tuoi meriti nell’aver portato alla luce fatti altrimenti ignoti e ormai anche la stampa nazionale ha imparato ad apprezzarti.“Tutte le cose hanno una durata. Per l’Eretico avevo pensato a dieci anni dalla prima uscita de La Casta ed ormai stanno per concludersi. Pensavo di cambiarlo in qualcosa più culturale. Ho 45 (quasi 46) anni. Quelli dell’Eretico sono stati anni importanti, ma anche probanti. Devo dire un grazie a Luigi De Mossi, avvocato ed amico che si è sempre prestato a una tutela non soltanto professionale, ma innanzitutto partecipe. Riconosco che questa notorietà si è estesa anche aldilà di Siena, pur se talvolta sono stato solo usato o strumentalizzato; ho avuto delle soddisfazioni dai libri editi e restano un piacere gli oltre venti post espressi ogniqualvolta aggiorno il mio blog. Però ci sono momenti per fare altre cose e dopo anni in cui ho puntato essenzialmente al presente ed al passato vorrei guardare a cosa mi riserva il futuro”. Beh, come darti torto, anche noi di #Siena, trovando un po’ deprimente il presente, abbiamo caratterizzato il giornale con una domanda, riproposta come una cantilena, c’è nessuno che ha un’idea di cosa sarà la città fra quindici anni?“Bella domanda. Credo che porsi il dovere di dare una risposta forse trarrebbe la collettività da un’indifferenza che è quasi inspiegabile. E qualcuno avrebbe anche il dovere di rispondere. Invece c’è accettazione per qualunque cosa. Così la città finirà preda di interessi esterni non contrattati. Sarei curioso ad esempio di sapere, se si ripetesse la vicenda del Gatorade e dell’alfiere del Montone, se oggi provocherebbe lo stesso scalpore. Siena resta una città ricca di cultura e tradizione, c’è chi se n’è accorto e ne ha avviato lo sfruttamento. Mi chiedo se tuttavia il rapporto con Civita sia gestito e le cose anche belle che vengono realizzate potranno rappresentare un benessere duraturo per la città oppure si tratta d’altro”.E quindi anche tu pensi al futuro e all’Eretico hai già fatto avviare il suo cambiamento?“Sì, ma non così lontano. Il mio prossimo libro sarà un romanzo, ambientato, e non ti mettere a sorridere, nella Siena del 2019. Sarà perché questo momento ci è stato tratteggiato e stimato con tanta chiarezza, che mi sento oggi di aggiungere la mia visione. Ma non rivelo altro. Conto che mi leggerete”.