“La gola ha il buco stretto, ma mangerebbe la casa e il tetto”: così come l’avidità dell’uomo, nata in un piccolo involucro di cellule, aggredirebbe se potesse l’intero universo. Mia nonna mi ripeteva questa frase spesso, tutte le volte che voleva arginare pretese e desideri eccessivi fuggiti dal mio piccolo animo, incautamente usciti all’aperto sotto le intemperie del giudizio dei grandi. La fame è nella sua sostanza strettamente legata all’individuo, mentre il sesso lo è alla specie. Facile, pensateci. Non è difficile. Cosa mantiene vivo un singolo essere umano, cosa gli è necessario per andare avanti lungo la strada della sua “singolare” vita? Aria – che è una specie peculiare di cibo – e il cibo vero e proprio; egli potrebbe tranquillamente vivere senza sesso, e forse qualcuno tra noi lo fa. La specie invece, miei cari amici, ha suo fondamento nel sesso: senza questo l’espressione stessa “genere umano”, nell’arco di tempo occupato da una generazione, scomparirebbe. E a me interesano i singoli viaggiatori, non tutto l’autobus: silouettes più o meno visibili, che devono, facendo finta di essere animali sociali, recitare una parte a loro totalmente estranea. L’uomo non è un’animale sociale. Non lo è: l’uomo ha paura della vita; non ce la fa a viaggiare da solo, non è in grado di sopravvivere come individuo. Si riunisce in gruppo, costituisce una famiglia solo per non morire prima, per sopravvivere. Il fondamento della vita umana è la PAURA. L’intelligenza, cioè il problematizzare il mondo, è il grund fondante l’apparire dell’uomo. E’ questo fardello, che si porta sulle spalle per tutta la vita, a impedirgli di essere “sociale”. Nasciamo e muoriamo soli. E nell’attesa del giorno fatale mangiamo: ogni giorno dobbiamo mangiare, lo facciamo più di qualsiasi altra cosa. Io cerco di rendere questa teoria infinita di momenti fagici perlomeno non monotona; lo faccio cercando luoghi, in cui farlo, particolari, fuori da schemi convenzionali. Forse perché ho bisogno di rimuovere costantemente la mia consapevolezza di completa impotenza nei confronti degli eventi fondamentali della vita. Ho bisogno che i pasti divengano come l’apparire dei fuochi d’artificio per un bambino, che mi meraviglino e che mi strappino dai miei pensieri. Tutte scuse direte voi, pensando che sono in realtà solo un semplice ingordo mangione. Beh, e cosa cambia? Nella sostanza ciò che ho detto resta vero. Mi piace stare insieme a persone che rendono il cibo ancora più gradevole, e non importa se il ristorante o la pizzeria sono un po’ così; semplici con arredi parchi e démodé. Mi serve qualcosa che mi aiuti a fuggire meglio, con più efficacia da una commedia che non ho scritto ma che mi tocca recitare comunque. Il pasto è il momento più utilizzabile in questo senso, quello in cui si può colpire con più efficacia la necessarietà delle nostre azioni. Lo debbo per forza fare!? Va bene, lo faccio, ma a modo mio. E allora signori, quale luogo migliore per farlo se non da Bidò? A Montevitozzo (Sorano – GR). Nell’unica piazza del paese c’è la sua pizzeria; sua e della sua splendida famiglia. Donello alias Bidò, Rosaria la consorte, i tre figli Serena, Valentina, Francesco, fanno da cornice domestica ed intima a questo locale, frequentato da avventurieri di altri mondi, troppo lontani dalle campagne di Siena. Personaggi che sembrano usciti dai racconti di Hemingway o da qualche storia di pirati: gente libera perché vivente ai margini delle terre famose, delle terre “conosciute”. Qui tra foreste e quasi montagne, ruscelli e lupi, c’è la pizza più buona del mondo. Si, la più buona del mondo. Fidatevi di nuovo, fidatevi di chi non ama la pizza, di chi riesce a mangiarla solo qui. A Montevitozzo, l’archetipo del piccolo villaggio: qualche tetto, una chiesina, messi in ordine dal buon Dio, perché l’uomo non sarebbe stato capace di fare un cosi perfetto esempio di luogo in cui vivere. Non è lontano, ma non sperate che vi dia coordinate o indirizzi. Trovatelo da voi se ci riuscite. Montevitozzo par quasi nome forestico, alieno; lontano giù al sud, o forse su al nord. C’è una sola pizzeria, trovatela se ci riuscite, tanto non ne sarete capaci.scampagnata_Montevitozzo_LapizzeriadiBidò_com'èoggi